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Cosa dovremmo fare adesso? – Una politica integrativa e olistica offre precorsi di successo che non esistono in altri territori

La consueta vecchia modalità di pensiero non risolverà i problemi nuovi. Il più grande strumento che abbiamo a disposizione per elevarci al livello della situazione attuale consiste nell’espandere l’accezione di ciò che significa <essere politici>. Il termine <politica> deriva da una radice latina e significa <relativo al popolo> / <del popolo>. È proprio il popolo, ovvero ciascuno di noi insieme a tutti gli altri, l’entità che oggi deve rendersi il canale attraverso il quale la nostra nazione può affrontare e superare la crisi in corso.

La questione scottante non si pone solamente nei termini di <ciò che dovremmo fare adesso> ma anche in quelli almeno altrettanto importanti di <chi abbiamo bisogno di essere adesso>. Le dinamiche psicologiche, emozionali e spirituali sono (divenute) tanto importanti quanto i movimenti dell’attivismo classico nel permetterci di trasformarci in soggetti capaci di gestire il tempo attuale.

Non sottovalutate mai il vostro contributo individuale. Ogni pensiero, ogni parola, ogni azione contribuisce al campo collettivo di energia che si viene a creare. Fate sì che la vostra sia un’espressione di amore per la democrazia e per l’umanità. Ogni vita ed ogni momento è determinante. Passo dopo passo, ci siamo incamminati verso un livello di esistenza superiore.” Segue la traduzione del videomessaggio trasmesso da Marianne Williamson sul sito e pagine social personali.

“Sono davvero tante le persone ad essere profondamente turbate e spaventate in questi giorni. Tra gli interrogativi che più frequentemente si pongono c’è il <che cosa dovremmo aspettarci di dover fare, adesso?>. Tutte le vecchie modalità tradizionali di soluzione dei problemi, che ci saremmo aspettati poter funzionare ancora, stanno letteralmente crollando di fronte ai nostri occhi. Questo è vero, indubbiamente, ma è anche vero che nuove modalità di soluzione cominciano a stagliarsi all’orizzonte. Una di queste è rappresentata da una modalità di fare politica che sia <olistica>, o <centrata sulle persone nella loro integrità>. Si tratta in altre parole di una <politica integrativa>. Le forme più tradizionali della politica, comprese molte connesse all’attivismo, possono essere paragonate a <interventi di medicina allopatica>, che consistono sostanzialmente nel somministrare o applicare rimedi dall’esterno con l’intento di intervenire sulle cause radicali del disturbo da trattare, quelle che portano ai segni e sintomi patologici manifesti; e proprio questo è l’intero sistema di interventi che stiamo vedendo disfarsi progressivamente; di fronte al disfacimento di un intero sistema abbiamo bisogno di rispondere attraverso un nuovo altro sistema altrettanto omnicomprensivo.

Ci potrà essere un livello politico in questo nuovo sistema? Direi di sì, indubbiamente, e potrà essere costituito da nuove forme di attivismo. Una di queste si è già manifestata nella grande attenzione che è stata dedicata agli eventi che hanno portato alla 26° edizione del “Meeting of The Parties”, che ha affrontato approfonditamente le questioni del “California Proposition 50” (contro le strategie di manipolazione dei voti attraverso leggi di ri-designazione delle circoscrizioni elettorali; parole chiave per approfondimenti: “gerrymandering” e “vote rigging”, ndr). Sempre in questa prospettiva di una maggiore partecipazione civile all’amministrazione politica è stato di estrema rilevanza anche il “No King Day”, che si terrà di nuovo il 18 Ottobre. Tutte queste forme di attivismo partecipato rimangono molto importanti; tuttavia, al fine di porre in essere strategie di successo verso il cambiamento di cui abbiamo bisogno, ciascuno di noi deve coinvolgersi con vari aspetti soggettivi nel processo. Mi riferisco a questioni psicologiche, emotive e spirituali, assieme a quelle più squisitamente politiche. Quanto al coinvolgimento psicologico, ecco a cosa mi riferisco:

mi riferisco in generale a tutto ciò che accade nel vostro mondo soggettivo interiore quando vi impegnate verso un compito specifico, un servizio offerto, ovvero ogni volta che (di fronte a certi fenomeni), affermate con la voce della vostra coscienza: <no, questo non può succedere, non può andare avanti. Sono completamente disponibile in questo momento presente, completamente ricettiva/o e accogliente nei confronti di qualsiasi idea, qualsiasi relazione, vettore o circostanza della mia vita con i quali posso contribuire a fare la differenza>. Non è, e non è mai stata, alcuna singola persona presa isolatamente, alcun singolo ente, alcuna singola istituzione a poter apportare la <riparazione> richiesta. Questo risulta del resto confermato anche dalla cronaca attuale, che ci informa del fallimento registrato in questo compito in seno al Congresso, o al Partito Repubblicano, o anche nella maggior posizione della Corte Suprema. Il rimedio (necessario) richiederà il potere dei cittadini. Non posso che aggiungere un’ulteriore osservazione, e cioè, non prendiamoci in giro: anche vari studi professionali legali hanno fallito nel promuovere e portare avanti cause importanti, come pure varie rappresentanze delle Università, per non parlare di varie Imprese di emittenza radiotelevisiva e di molte industrie giganti della tecnologia.

Adesso, il muro di resistenza più importante che ci è rimasto in questa nazione, negli Stati Uniti d’America, è rappresentato da tutti noi: il popolo stesso degli USA.

Quando arrivi ad un certo momento della tua vita, quando arrivi ad un certo punto, la convinzione su certi principi e la determinazione che ne deriva divengono un <moltiplicatore di forze>. Quando riesci a percepirti come parte di un campo energetico di amore collettivo, o meglio: di amore, compassione, democrazia, valori umanitari, di dignità intrinseca della condizione umana, non a caso registrata nella Costituzione stessa degli Stati Uniti d’America, quando fai di tutti questi valori anche una questione personale, e tra le più serie, assumi una ferma posizione di difesa. Succede allora un cambiamento psicologico assolutamente tangibile, che va al di là di un semplice <beh, sì, ovviamente sono d’accordo con questi principi universali ….ma…ecco…spero che qualcuno (altro) faccia veramente il dovuto per difenderli …e… c’è veramente qualcosa che possiamo fare noi direttamente? Beh…vedremo…> e discorsi del genere. Non è tutto questo il tipo di risposta che può interrompere e recidere definitivamente ciò che è sbagliato. Abbiamo bisogno di una <massa critica>, ovvero di un sufficiente numero di individui che in cuor loro siano assolutamente e incondizionatamente impegnati (verso il cambiamento richiesto) e che sappiano dire con decisione: <No: questa cosa non può accadere sotto i miei occhi>. Un secondo livello del processo considerato, dicevo, è quello emozionale. Quelli che stiamo vivendo sono veramente tempi duri, anche perché sono un vero e proprio <attacco al nostro Sistema Nervoso Centrale>; non si tratta solamente di un attacco alla Costituzione. Anche il Sistema Nervoso di ogni spettatore sufficientemente attento ne paga le conseguenze; ah, a proposito: loro (la classe dirigente nazionale, ndr) la sanno benissimo questa cosa! E va riconosciuto che ne fanno espressamente uno strumento della loro strategia! Come se dicessero: <Ogni santo giorno che inizia, mi raccomando: fai qualcosa che li esasperi, che li esaurisca!> Tutto questo crea la percezione di essere sommersi da uno tsunami inarrestabile. E allora, proprio in questi frangenti tutti voi <spettatori> dovete cercare di coltivare all’interno di voi una struttura nervosa centrata ed emotivamente calma. Un sistema nervoso che possa innanzitutto affrontare questa ondata senza annegarvi, e secondariamente esprimere il potere necessario per la sua deviazione e trasformazione. Quelli attuali non sono frangenti in cui possiamo <rifugiarci> nelle scappatoie degli abusi di sostanze, o di alcool, o più semplicemente indulgendo in una dieta smodata a base di cibo-spazzatura; non è neanche il caso di abbandonarci alla pigrizia, al sedentarismo, senza alcuna forma di esercizio fisico salutare e benefico. Il momento è giusto perché ciascuno di noi coltivi al proprio interno le migliori qualità dell’essere una persona; perché vedete; sono questi gli stili e gli atteggiamenti che in ultima analisi andranno a determinare ciò cha accadrà su scala più vasta. In sostanza, non si tratta solo di <ciò che faranno loro>, ma di <ciò che iniziamo a fare tutti noi già da ora> e, di conseguenza, ciò che diventeremo.

Per usare una metafora, provate a pensare a voi stessi come a degli <atleti politici e spirituali>. Non è quello presente il momento per buttar giù e digerire tanta <spazzatura> in senso lato, che sia di tipo fisico, in grado di contaminare il corpo, oppure contenuti e discorsi in grado di contaminare la mente. Sicuramente, la “tossicità” generale presente all’esterno è tanta; e allora, anche accettando la necessità/esigenza avvertita da ciascuno di voi di rimanere aggiornati su quanto accade nella realtà di cui fate parte, non è sbagliato “scorrere” i canali dei media sullo schermo del vostro smartphone o pc alla ricerca di ciò che volete, no; quello che suggerisco e semplicemente di non farlo all’infinito! In altre parole, preso un dato fatto di cronaca, non dovete per forza leggere tutti gli articoli di commento che vengono pubblicati online; questo esaurirebbe le vostre capacità e risorse. Coltivate la vostra capacità individuale di mantenere una “posizione sopraelevata” di osservazione di quanto succede, senza però “farvi buttare a terra” dal peso informativo ed emotivo degli stessi eventi riportati.

Un altro livello ancora del processo di cambiamento ricercato è quello spirituale. Pensiamo al tempo del Movimento Abolizionista tra la comunità dei bianchi Statunitensi. Quell’intera iniziativa storica ebbe origine nel contesto della prima Chiesa Evangelica del New Hampshire. Molte donne che erano leader del Movimento Suffragista appartenevano alla comunità religiosa dei Quaccheri. Da parte sua, il Dott. M.L. King era un predicatore Battista. Li cito in riferimento alla relazione tra la coltivazione di una prospettiva religioso/spirituale e l’espansione della visione a tutta la comunità di cui si fa parte e su tutto ciò che è possibile. Si percepisce che nel vasto regno della coscienza è disponibile e accessibile uno spazio condiviso ove si possa percepire il senso universale del buono, del bello e del giusto, e tutto ciò che appare tale è anche armonico e pacifico per sua natura. È proprio in quella direzione che dobbiamo sospingerci. Potete tutti nutrire una fede nella possibilità di un tale scenario. Una tale prospettiva, indubbiamente, vi rende anche maggiormente consapevoli di come anche la malvagità esista. Per tenerla a bada e respingerla è necessario l’amore. Noi tutti amiamo la nostra democrazia, la nostra libertà, la nostra Costituzione, e la nostra nazione in generale. Allo stesso tempo, non ci illudiamo che il nostro Paese sia perfetto; ma neppure desistiamo dal sostenere le cause che vanno sostenute, dal contrastare ciò che di ingiusto sta accadendo sotto in nostri occhi. Queste sono le qualità umane che sono oggi necessarie per affrontare la sfida che ci è posta ed elevarci ad un nuovo stato di coscienza ed esistenza. Questa è la vera resistenza, una di tipo olistico, fondata sull’integrità di ogni persona e della comunità. Ricordo ancora: non c’è nessun’altra persona tranne voi stessi che possa gestire questa dinamica di trasformazione, nessun’altra istituzione ufficiale. Lo dovete fare tutti voi, lo devo fare io, e tutta la nostra comunità e, fra l’altro, non abbiamo bisogno che lo faccia la maggioranza della nostra cittadinanza; basta raggiungere quella simbolica <massa critica>, quel numero minimo di individui fortemente motivati e dall’estrema chiarezza d’intenti. Gente che, appunto, sappia dire: <no: questa e quella data cosa non può succedere, non davanti ai miei occhi>. Trovate un posto dentro di voi dove sentite che tutto questo è giusto e va bene.”

Cosa dovremmo fare adesso? – Una politica integrativa e olistica offre precorsi di successo che non esistono in altri territori”, 30/9/2025, - Marianne Williamson (traduzione: Andrea De Casa), da un suo contributo della serie “transformarticles – trasformarticoli”