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Se vogliamo davvero capire il Venezuela, credo sia utile provare – per quanto possibile – a non leggere tutto esclusivamente con i nostri parametri euro-occidentali.

Io non ho soluzioni, e so benissimo di non poter incidere su ciò che accade. Proprio per questo, provo semplicemente a condividere alcune informazioni che forse possono contribuire ad andare più a fondo nei ragionamenti e a costruirsi un’opinione meno superficiale.

L'attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una infinita serie di ragioni. Ma a me preme sottolinearne una.

Si tratta della palmare dimostrazione della profonda crisi degli Usa che sono schiacciati da un debito federale fuori controllo, da un debito privato non più sostenibile per la popolazione americana, da una radicale deindustrializzazione, messa a nudo dalla concorrenza cinese, da una inflazione pronta ad esplodere per i dazi e se Trump ordinerà alla Fed una riduzione dei tassi e da una gigantesca bolla finanziaria ormai al limite.

“Non è una crisi dell’ordine globale. È il suo smantellamento deliberato a colpi di presunti valori occidentali. Questo non è disordine. È una deriva inarrestabile. È una scelta criminale, terrorista. Terrorizzare il mondo per ridurlo alla sudditanza.

A Gaza, lo diciamo da tempo, siamo davanti a un genocidio conclamato. Relatori e commissioni di inchiesta dell’ONU hanno denunciato il genocidio. La Corte internazionale di giustizia ha constatato il rischio plausibile di genocidio. Questo avrebbe dovuto fermare tutto, soprattutto l’Europa e l’Italia, e invece non ha fermato nulla. Quando un genocidio non solo non scuote la coscienza pubblica, ma non produce alcuna conseguenza politica, significa che il diritto è già stato messo da parte. Significa dare il via libera ad altre violazioni, ad altri abusi.