Migranti. «Andiamo a salvarli». E la Guardia costiera evita la strage
- Scavo Di Nello
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Senza attendere i "calcoli" della politica i militari hanno deciso di soccorrere i 450 profughi alla deriva. Primi segnali di disagio dalle forze armate: "Non possiamo stare a guardare"
Hanno camminato per giorni, nascondendosi nella giungla, attraversando montagne e fiumi. Chi è riuscito ad arrivare vivo sopravvive in condizioni poverissime. Sono affamati, deboli e malati», scrive l’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati. Sono migliaia. Centinaia di migliaia. 670mila, per la precisione. E dopo la lunga marcia ora rischiano di morire – ancora una volta, a migliaia – sotto l’incalzare dei monsoni. Voi che ne dite, si tratta di rifugiati politici o di migranti ambientali?
Se non avessimo visto centinaia di visi. Se non avessimo incrociato quegli sguardi impauriti e persi. Se non avessimo sorretto quei corpi umidi, tremanti e magri. Se non fosse per quel tremito che abbiamo sentito sotto le mani ogni volta che abbiamo appoggiato una coperta su quelle spalle bagnate e curve.
Per chi avesse ancora voglia di ragionare, informarsi, riflettere, per poi agire, consiglio la lettura di questo brano di Martin Luther King. E' rivolto a noi italiani del 2018, che ci facciamo domande sul caso della nave Aquarius. Qui c'è la risposta.
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Rifugiati ambientali sono affamati deboli e malati ma il mondo non si è mobilitato
Se non avessimo visto
Aquarius, noi, loro, gli altri