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Oggi 26 settembre 2016 si celebra la terza Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari. Ulteriore occasione per rilanciare un obiettivo comune ed urgente: la minaccia nucleare venga cancellata dalla storia. La Giornata solennizza la ricorrenza dell’atto di intelligenza e coraggio del colonnello sovietico Petrov, che nel 1983 salvò il mondo dall’olocausto nucleare scegliendo di non dare l’ordine di lanciare missili nucleari contro gli USA.

Con un appello diffuso ai Membri del Parlamento Europeo e ai Rappresentanti Parlamentari degli Stati Membri dell'Unione Europea le campagne e gli attivisti per la pace riuniti nella rete continentale ENAAT (European Network Against Arms Trade) chiedono con forza che si dica “NO” all'inclusione della ricerca militare e per le armi nel budget UE. Ai parlamentai viene chiesto di rigettare l'Azione Preparatoria (PA - Preparatory Action on Defence research) che la Commissione Europea intende includere nelle linee di finanziamento in discussione dalla prossima settimana. “L'Unione Europea dovrebbe promuovere la pace, non dare sussidi all'industria delle armi” è la posizione espressa dalle 14 campagne nazionali e dai 3 organismi internazionali europei che compongono la rete ENAAT.

Le date del 6 e 9 agosto, in ricordo dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, possono essere considerate l'inizio dell'anno di attività per la richiesta di messa al bando delle armi nucleari. Anche in Italia con “Pace in Bici” (l'annuale biciclettata organizzata dai “Beati i Costruttori di Pace”) ricorderemo i 71 anni dell'uso delle atomiche in Giappone.

Dalla due giorni di iniziative organizzate a Roma da Fondazione Culturale Responsabilità Etica (FCRE), Rete Italiana Disarmo (RID) e Sbilanciamoci una rinnovata volontà di azione per riattivare l’opinione pubblica sulle spese militari e ripristinare un rigoroso controllo sul commercio di armi in Italia.

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