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 Appartengo a una generazione per la quale lo “sterminio degli ebrei” ha rappresentato il fondamento su cui si è costituito il nostro intero orizzonte morale: il male assoluto destinato a segnare, per sempre, il confine invalicabile tra l’inumano e l’umano.

Appartengo a una famiglia per la quale la conservazione della memoria di quell’orrore ha significato, come dovere, l’essenza di una religione civile che aveva nel “Mai più” il proprio primo precetto. Ricordo i racconti di mio padre, sugli ebrei nascosti sotto la protezione delle armi partigiane nella valle in cui la sua Banda operava, punto fermo a testimoniare la giustezza di quella lotta.

 

Una buffonata. Le sanzioni proposte dalla Commissione europea sono davvero ridicole in relazione all'impatto commerciale reale.

Tali misure prevedono la sospensione dell'Accordo di libero scambio, risalente al 2000, tra Ue e Israele, ma soltanto per il 37% del volume degli scambi perché il resto rimane soggetto alle norme del Wto.

Il tragico cinismo dell'Occidente ha partorito un genocidio immobiliare. Definire "Operazione di terra" la distruzione sistematica di Gaza City è un abominio.

Una miriade di tank e una serie incessante di attacchi aerei e cannoneggiamenti contro una città abitata da una popolazione inerme ha il solo scopo di demolirla per procedere poi ad una ricostruzione, dominata dagli affaristi.

Gaza brucia. Delenda Carthago.

Lo ha detto. Il ministro della difesa Israel Katz ha candidamente confessato il suo crimine, il crimine di genocidio compiuto con l’imprimatur di uno stato, Israele. “Gaza sta bruciando”, ha detto. Una didascalia alle foto, ai video, alle immagini continue che arrivano da Gaza. Una didascalia che è una confessione. Gaza brucia, delenda Carthago.