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Rivolgiamo i nostri auguri a chi celebra il Natale.

Rivolgiamo a tuttə un invito a non soffocarne il senso, ma a restituirgli il suo profondo valore politico.

Perché la storia racchiusa nel Natale non è una favola consolatoria: è una storia di potere, di violenza e di resistenza.

La Sacra Famiglia conobbe la paura, l’esilio, una precarietà radicale. Fu una famiglia in fuga, respinta, senza protezione. Cercò riparo, sicurezza, dignità, mentre il potere esercitava persecuzione e morte.

In Italia al centro dell'attenzione mediatica, grazie anche all'intervento della presidente del consiglio, del ministro degli interni, di quello della difesa e di vari altri esponenti di governo e della maggioranza non si parla altro che del gran rifiuto dell'università di Bologna di fronte alla richiesta delle forze armate di un corso per 15 "giovani ufficiali"...non so perchè si precisa siano giovani ma di sicuro la propaganda suona meglio, insomma sono stati maltrattati dei giovani non solo dei servitori dello Stato...signora mia dei giovani che volevano solo studiare!.

“Il Premio annuale Statunitense per la Pace 2025, una delle più autorevoli onorificenze ad essere attribuite nella nazione americana, verrà consegnato nella giornata odierna (24 Novembre, ndr), in occasione del raduno pubblico “No war on Venezuela – Niente guerra al Venezuela” nella città di San Francisco. La cerimonia, che è aperta al pubblico, porrà sotto i riflettori una tradizione che compie oggi 17 anni di età, la quale omaggia cittadini americani che hanno osato contrastare apertamente e opporsi a quella cultura della guerra e del militarismo che permea il cuore della politica statunitense.

La consueta vecchia modalità di pensiero non risolverà i problemi nuovi. Il più grande strumento che abbiamo a disposizione per elevarci al livello della situazione attuale consiste nell’espandere l’accezione di ciò che significa <essere politici>. Il termine <politica> deriva da una radice latina e significa <relativo al popolo> / <del popolo>. È proprio il popolo, ovvero ciascuno di noi insieme a tutti gli altri, l’entità che oggi deve rendersi il canale attraverso il quale la nostra nazione può affrontare e superare la crisi in corso.

La questione scottante non si pone solamente nei termini di <ciò che dovremmo fare adesso> ma anche in quelli almeno altrettanto importanti di <chi abbiamo bisogno di essere adesso>. Le dinamiche psicologiche, emozionali e spirituali sono (divenute) tanto importanti quanto i movimenti dell’attivismo classico nel permetterci di trasformarci in soggetti capaci di gestire il tempo attuale.