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La guerra è sempre presente . Nel secolo scorso, durante il ventennio fascista, Mussolini sosteneva che era una necessità per gli italiani di conquistare l’Etiopia, ci occorreva per la nostra libertà. Addirittura voleva un impero, il dittatore si ispirava all’antica Roma. Ci riuscì. L’Italia ebbe un re d’Italia e d’Albania, imperatore d’Etiopia. Oggi, con la Repubblica, sono un po’ cambiate le parole e le espressioni verbali, ma molti ancora vagheggiano quei tempi.

“Durante la guerra in Vietnam, un uomo se ne stava ogni notte con una candela in mano in segno di protesta di fronte alla Casa Bianca. Una di quelle sere un cronista lo raggiunse e gli disse: <Signore, credete veramente che la vostra piccola protesta potrà cambiare qualcosa?>

… La storia delle Chiese cattoliche orientali è stata spesso segnata dalla violenza subita; purtroppo non sono mancate sopraffazioni e incomprensioni pure all’interno della stessa compagine cattolica, incapace di riconoscere e apprezzare il valore di tradizioni diverse da quella occidentale. Ma oggi la violenza bellica sembra abbattersi sui territori dell’Oriente cristiano con una veemenza diabolica mai vista prima. Ne ha risentito pure la vostra sessione annuale, con l’assenza fisica di quanti sarebbero dovuti venire dalla Terra Santa, ma non hanno potuto intraprendere il viaggio. Il cuore sanguina pensando all’Ucraina, alla situazione tragica e disumana di Gaza, e al Medio Oriente, devastato dal dilagare della guerra. Siamo chiamati noi tutti, umanità, a valutare le cause di questi conflitti, a verificare quelle vere e a cercare di superarle, e a rigettare quelle spurie, frutto di simulazioni emotive e di retorica, smascherandole con decisione. La gente non può morire a causa di fake news.