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“Nei frangenti attuali un sacco di gente sta cercando di riequilibrarsi, di riequilibrare quel gran caos che stiamo sperimentando; lo sta facendo cercando una nuova comprensione emotiva, psicologica, o spirituale; una comprensione che possa fare la differenza. Indubbiamente, questo è il tipo di riformulazione che può davvero fare la differenza, e una di proporzioni anche grandi. Il motivo è che si riferisce ad un modo di pensare completamente differente.

È ufficiale. Con il discorso di ieri, la premier Meloni ha definitivamente abbandonato il suo personaggio “Giorgia dalla Garbatella” all’oblio.

Quando sono arrivata in Senato, speravo di ascoltare un intervento sulla posizione del nostro Paese di fronte alla nuova guerra di Trump. Da cittadina, sentivo il disperato bisogno di essere rassicurata, di poter comprendere e condividere, se non le sue risposte, almeno la volontà di trovarne di concrete. Di poter intravvedere una via di uscita dai momenti terribili che tutti noi stiamo vivendo senza nemmeno rendercene conto.

In queste ore la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese è sottoposta a una gogna spaventosa e di una ferocia inaudita orchestrata dalla Francia e cavalcata indegnamente da tutta la destra di casa nostra, per chiederne la “testa” e le dimissioni dall’Onu.

E la “ragione”, a sentire gli indignati a targhe alterne, sono le parole definite “gravissime”, “vergognose”, addirittura “antisemite” (la solita, trita e pigra accusa) che Francesca Albanese avrebbe pronunciato nel suo ultimo discorso di sabato scorso al forum di Al-Jazira.