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Caro papa Francesco,

lo sai bene visto che ci chiedi sempre di pregare per te. C’è chi vuole screditarti. Chi vuole zittirti. Chi vuole eliminarti. Chi ti vuole morto. Il problema non è criticarti visto che chiedi un linguaggio libero, anche a te contrario. Il problema non è la critica ma lo scatenarsi di una nuova inquisizione incalzante e cattiva. E’ l'attacco ossessivo. La polemica compulsiva. La condanna predeterminata.

Che non sia un Natale vuoto e cieco, ipocrita e ingiusto, carico solo di apparenza

Una delle tentazioni moderne è quella di una fede, e di una Chiesa, cucita a misura. Una fede a metà, che crede solo a precisi se e ma. Pronta all’occorrenza, al particolare interesse. Ma, improvvisamente, da gettare nella spazzatura della società quando diventa pietra d’inciampo, scomoda per le proprie mangiatoie in questo mondo.

Cenere in testa e acqua sui piedi. Tra questi due riti si snoda la strada della Quaresima.

Apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto lunga e faticosa.

Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri.

A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo.