USA e Iran: l'arroganza imperiale di fronte all'autoritarismo locale
- Melania Carnevali
- Categoria: Iran
- Visite: 29
La prima cosa da dire, con chiarezza, è che difendere il regime iraniano non è un’opzione. La Repubblica islamica nata dalla rivoluzione del 1979 è una teocrazia costruita sulla dottrina del velayat-e faqih, cioè il governo del giurista islamico, che attribuisce alla Guida Suprema un potere politico e religioso quasi assoluto. Le libertà civili sono limitate, la libertà religiosa è fortemente compressa, l’opposizione è repressa e i diritti delle donne sono stati al centro di un conflitto drammatico negli ultimi anni. Anche l’ipotesi che alla guida del sistema possa arrivare Mojtaba Khamenei rafforza l’impressione di una deriva quasi dinastica di un regime che pure era nato proclamando di voler abbattere una monarchia. Non c’è dunque nessuna simpatia da coltivare verso questo sistema politico.
USA-IRAN, IL “NOI” E NOI. La fine della notte nera è bianca (Proverbio persiano)
- Mario Capanna
- Categoria: Iran
- Visite: 33
Mentire: è la coazione a ripetere dei presidenti americani. E questo li rende ancora più odiosi agli occhi dei popoli del mondo. Fa piacere che ad avvedersene è pure l’amico-avversario Marcello Veneziani, intellettuale di destra che pensa in proprio. In merito all’attacco israelo-statunitense all’Iran ha scritto: “E’ stata un’aggressione premeditata e deliberata, non scaturita da alcuna minaccia imminente”.
Deviazioni
- Lucio Caracciolo
- Categoria: Iran
- Visite: 42
Niente da fare. La guerra per l'America è tentazione irresistibile. Nevrosi. Anche quando tutto sembrerebbe invitare alla sobrietà, scatta la coazione a ripetere. Siamo i più forti, nessuno ci può battere. E se qualcuno lo pensasse gli faremo cambiare idea. L'attacco all'Iran combinato con Israele è guerra preventiva contro una potenza talmente malridotta che alla vigilia dell'attacco aveva accettato di rinunciare nei fatti all'atomica, come svelato dal ministro degli Esteri dell'Oman, mediatore fra Washington e Teheran. Trump e Netanyahu vogliono prevenire la pace. E mentre Israele già annuncia l'eliminazione di Khamenei, l'attacco rischia di volgere in conflitto regionale.
Iran: Noi non siamo assetati di sangue!
- Rozita Shoaei
- Categoria: Iran
- Visite: 45
Scrivo come cittadina libera, non iscritta ad alcun partito politico, e come attivista del movimento civile “Donna, Vita, Libertà”. Scrivo in un momento in cui l’emotività rischia di prevalere sull’analisi e in cui la morte di figure centrali del potere iraniano viene letta da molti come l’inizio automatico di una nuova fase per l’Iran.
La scomparsa di Ali Khamenei, insieme ad altri membri di vertice dell’apparato politico e militare della Repubblica Islamica, per quanto simbolicamente rilevante, non equivale necessariamente alla fine del sistema che ha guidato il Paese per decenni. La Repubblica Islamica non è mai stata una sola persona: è una struttura complessa, costruita in modo tale che l’assenza di un ingranaggio non ne comprometta il funzionamento. È un meccanismo capace di sostituire il vertice senza cambiare natura.
Con quest’ultima aggressione il crollo del diritto e della ragione
- Luigi Ferrajoli
- Categoria: Iran
- Visite: 36
L'AGGRESSIONE: L’assenza di reazioni dice che d’ora in poi sarà legittima ogni altra violazione: ieri l’invasione russa dell’Ucraina, domani quella cinese di Taiwan e poi Cuba già minacciata
L’aggressione statunitense e israeliana all’Iran è l’ennesimo colpo inferto al diritto internazionale.
L'attacco congiunto contro l'IRAN costituisce una violazione premeditata del Diritto Internazionale e un insulto alla dignità dell'intera comunità globale
- Michele Borgia
- Categoria: Iran
- Visite: 31
L’attacco congiunto sferrato all’alba del 28 febbraio 2026 contro la Repubblica Islamica dell’Iran non rappresenta soltanto un atto di guerra regionale, ma costituisce una violazione premeditata del Diritto Internazionale e un insulto alla dignità dell'intera comunità globale.
Una lettera al presidente dell'Iran. Messaggi di amicizia
- Maria G. Di Rienzo
- Categoria: Iran
- Visite: 1512
Fra l'inaugurazione di un impianto nucleare (Bushehr) e l'esaltazione di un bombardiere come "messaggero di amicizia" (il drone "Karrar", che può colpire amichevolmente un bersaglio con diversi tipi di ordigni a mille chilometri di distanza), il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non cessa mai di adoperarsi per quella che è la sua principale preoccupazione ed invero il più grosso problema del suo paese: l'esistenza delle donne.
Pagina 1 di 2