- “March to Gaza” è un movimento politico?
No. <March to Gaza> è un movimento civile, apolitico e indipendente. Non rappresentiamo alcun partito politico, ideologia o religione. Rappresentiamo la popolazione in generale, in tutta la sua diversificazione e umanesimo di fondo. I nostri unici principi-guida sono la giustizia, la dignità umana e la pace.
- Avete come obiettivo quello di entrare forzatamente a Gaza?
Assolutamente no. Siamo sempre stati chiari. La <Global March to Gaza> è un movimento pacifico. Non forzeremo alcuna barriera o confine. Abbiamo l’obiettivo di negoziare con le autorità egiziane l’apertura del terminal di Rafah, in collaborazione con le Organizzazioni Non Governative, i diplomatici e le istituzioni umanitarie.
- Perché compiere l’intero percorso fino al confine di Gaza?
Perché nessuno sta agendo in modo proporzionato alla tragedia. Gaza sta morendo di fame, è fisicamente schiacciata ed isolata. Vogliamo consegnare aiuti umanitari assieme ad una forte presenza civile in modo da creare una pressione mediatica morale internazionale. Se gli Stati falliscono in questo, dobbiamo farci avanti noi cittadini.
- Perché non inviare semplicemente del denaro alle ONG?
Le ONG stanno facendo un lavoro encomiabile, ma allo stato attuale vengono (ancora) bloccate. Gli aiuti continuano a venire immagazzinati alla frontiera ma non possono entrare. La nostra azione mira a sbloccare il passaggio e ad assicurare un corridoio umanitario permanente per garantire la nostra sicurezza. È un’iniziativa civile complementare e visibile.
- Chi finanzia la <Global March to Gaza>?
La <March to Gaza> è un movimento dei cittadini e non viene fornito alcun finanziamento ai suoi membri, contributori e promotori. Ogni membro provvede ad autofinanziarsi. Al fine di restare totalmente indipendenti, non ci sarà alcuna raccolta fondi online o di altro tipo. Potete tutti contribuire liberamente al movimento aiutando personalmente dei partecipanti che conoscete a realizzare il loro viaggio.
- Che succede nell’eventualità che veniate bloccati o respinti alla frontiera?
Stiamo mettendo in atto tutte le necessarie precauzioni legali e diplomatiche. Un team di esperti del diritto composto da avvocati internazionali si è attivato per anticipare ogni scenario possibile; ma la nostra forza risiede nella visibilità e nelle negoziazioni con le ambasciate: se migliaia di cittadini pacifici verranno fatti retrocedere o arrestati, l’intero mondo lo verrà a sapere. Ciò determinerà un livello di pressione senza precedenti e danneggerà significativamente l’immagine del Paese.
- Quanto a lungo avete in programma di restare nel sito raggiunto?
Il nostro programma è di rimanere per 12 o al massimo 14 giorni, dipendentemente dalle autorizzazioni che saranno concesse dal governo dell’Egitto. L’Egitto può rilasciare dei permessi di soggiorno (“visa”) della durata di fino a 30 giorni, e se ne possono acquisire online delle versioni elettroniche “e-visa”. Vi consigliamo di inoltrare le vostre richieste a partire dal 10 Giugno.
- Quando avrà luogo la <March to Gaza>?
La data programmata dell’evento in Egitto è il 15 Giugno 2025.
- Il movimento è aperto a chiunque?
Si, assolutamente. Tutti possono partecipare indipendente dalle origini, religione, professione o Paese di residenza.
- Fonti:
“Risposte ad alcune delle Domande Più Frequenti (FAQ) chieste riguardo l’iniziativa <marchtogaza>.” – Staff di “Marchtogaza” (traduzione di Andrea De Casa), dal sito ufficiale dell’iniziativa: www.marchtogaza.net
Fonte: Marchtogaza - https://marchtogaza.net/