Se la maggior parte degli attivisti della Global Sumud Flotilla è stata rilasciata, due figure restano nelle mani di Tel Aviv: il brasiliano Thiago Ávila e lo spagnolo (di origine palestinese) Saif Abu Keshek.
Oltre al sequestro in acque internazionali di due coordinatori della missione umanitaria, si tratta di un preciso segnale politico inviato a due dei governi più critici nei confronti dell’operato di Benjamin Netanyahu: il Brasile di Lula e la Spagna di Pedro Sánchez.
La scelta di Ávila, dopo l'orchestrata campagna di fango dell'estrema destra, e di Abu Keshek che, per essere palestinese, ha già il timbro di "terrorista" stampato sulla fronte, non risponde a presunte logiche di intelligence, ma riflette l'isolamento diplomatico di Israele nei confronti delle due grandi democrazie occidentali e del Sud del mondo.
Il fronte brasiliano (Lula), fin dall’inizio dei primi attacchi israeliani a Gaza, ha usato parole di condanna pesantissime, e non ha esitato a definire genocidio i crimini perpetrati dall'esercito israeliano. Sequestrare Thiago Ávila, attivista che da vent'anni si batte per uno Stato palestinese, significa per Netanyahu colpire l'esponente di un Paese che è capofila della critica del "Sud Globale".
Il fronte spagnolo (Sánchez): Pedro Sánchez è oggi il leader europeo più esplicito nel chiedere la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Saif Abu Keshek, residente a Barcellona e membro di rilievo del sindacalismo catalano, rappresenta il ponte tra la resistenza palestinese e la società civile europea più attiva. Trattarlo come un "terrorista" è un attacco diretto alla linea diplomatica di Madrid.
Le accuse mosse dai dossier israeliani ("affiliazione terroristica" per Abu Keshek e "attività illegale" per Ávila) appaiono funzionali a una narrazione interna. Come sottolineato dall’inviato del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, Israele si trova in una fase di forte competizione elettorale a destra.
In quel contesto, mostrare al pubblico interno i volti di attivisti internazionali legati a governi "ostili" serve a Netanyahu per dimostrare che Israele non indietreggia davanti alle pressioni di Madrid o Brasilia, trasformando una missione civile e non violenta in una minaccia alla sicurezza nazionale.
Mentre il Brasile di Lula monitora la situazione attraverso il Ministro degli Esteri (Itamaraty) e il sindacato dei lavoratori dell'industria del petrolio, che aveva un suo rappresentante all'interno della Flotilla, chiama alla mobilitazione, la Spagna di Sánchez convoca d'urgenza l'incaricato d'affari israeliano.
L’uso di persone rapite come pedine diplomatiche segna un punto di non ritorno nei rapporti tra Israele, Brasile e Spagna. Netanyahu sta attivamente cercando lo scontro frontale con quegli Stati che chiedono il rispetto della legalità internazionale.
In questo senso, Ávila e Abu Keshek sono diventati, loro malgrado, i simboli di una resistenza che unisce il Sud America e l'Europa nel nome della questione palestinese.
In un’epoca di interconnessione globale, l'attivismo smette di essere una semplice voce di protesta per diventare un argine etico contro le logiche del profitto che ignorano i diritti umani. L'impegno collettivo dimostra che le decisioni geopolitiche non sono immutabili, ma possono essere modificate dalla pressione della società civile organizzata.
Il Sindipetro (grande sindacato dei lavoratori dell'industria del petrolio) si distingue in Brasile come la principale realtà capace di tradurre i valori della solidarietà internazionale in azioni concrete. Attraverso la sua opposizione instancabile all’esportazione di petrolio brasiliano verso Israele, questa realtà sindacale non tutela solo gli interessi dei lavoratori, ma rivendica una sovranità energetica che sia strumento di pace e non complice di conflitti. Sostenere e tenere alta l'attenzione del governo brasiliano sulla vita di Thiago Ávila significa per questi lavoratori credere che il cambiamento parta dalla consapevolezza che ogni risorsa estratta dal suolo porta con sé una responsabilità morale verso il mondo intero.
È la trasformazione dell'energia da merce a strumento di responsabilità globale che identifica nell'attivismo, e non più nella politica, l'unico contrappeso alla logica del profitto e della guerra."
C.L.Dias
Fonti
1. Il Fatto Quotidiano: "Thiago Ávila e Saif Abukeshek: chi sono i due attivisti della Global Sumud Flotilla portati in Israele" (01/05/2026)
2. RTVE ES: "Israel confirma la llegada a Grecia de todos los activistas de la flotilla detenidos, excepto dos que serán interrogados" (01/05/2026)
3. Infobae: "El Gobierno de España exige la liberación de Saif Abukeshek, activista español de origen palestino “ilegalmente retenido” por las FDI por su participación en la Flotilla" (01/05/2026)
4. El País: "Israel desembarca en Grecia a 168 detenidos de la flotilla con ayuda a Gaza y retiene a dos para interrogarlos en su territorio" (01/05/2026)
5. Folha de São Paulo: "Brasil e mais 11 países pedem libertação de ativistas detidos por Israel e chamam ação de ilegal" (30/04/2026)
6. Comunicato Sindipetro: "Pela imediata libertação dos ativistas sequestrados pelo Estado de Israel em águas internacionais" (30/04/2026)