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Grillo, durante il suo comizio elettorale finale, in Piazza San Giovanni a Roma, ha dichiarato di voler portare avanti una "rivoluzione nonviolenta". Ed effettivamente quella che sta portando avanti è una rivoluzione senza armi, pacifica, che si collega molto bene all'appello di Stéphane Hessel, l'ispiratore del movimento degli "indignati", rivolto a dar vita ad una "rivoluzione mondiale nonviolenta" che costruisca un futuro basato su uno sviluppo compatibile con le risorse della terra e dei popoli, e su una alternativa economica più equa, giusta, ed ecologica.

Il 4 novembre non è un giorno di festa: è un giorno di lutto per le vittime delle guerre e d'impegno per il disarmo. Non festa ma lutto, perché si ricorda la fine di una "inutile strage", come Benedetto XV definì la prima guerra mondiale, e non si può non ricordare che tutte le guerre sono "inutili stragi" e tutti gli eserciti ne sono gli strumenti.

Non festa ma impegno, perché per ricordare davvero – e non retoricamente e ipocritamente – le vittime delle guerre l'unico modo è "ripudiare la guerra" e costruire la pace, attraverso la via realistica del disarmo.

Come approfondimento sulla nonviolenza invitismo la lettura di questo saggio di Ester Fano, apparso nelle pagine di Parole Chiave nel 2008 e ripubblicato sul sito di "Sbilanciamoci" (http://www.sbilanciamoci.org/2012/10/nonviolenza-le-pratiche-la-politica/) , in occasione del 2 ottobre 2012, giornata internazionale della nonviolenza.

Dal 22 al 25 agosto, presso il Centro A.GI.S.CI (Area GIovani e Servizio Civile) - Caritas Diocesana di Genova, si è tenuto il Corso di Alta Formazione “Gestione dei Conflitti Sociali, organizzato dall'Università di Genova – facoltà di Scienza della Formazione, dall' ICP (Interventi Civili di Pace) e dalla Conferenza Ligure Enti di Servizio Civile, diretto dal dr. Carlo Schenone.

Si è partiti dall'analisi di alcune situazioni di conflitto:

  • la presenza della mafia in alcuni comuni liguri (Donatella Albano, ex-consigliera comunale sotto scorta del Coumne di Brodighera sciolto per infiltrazioni mafiose)

  • la lotta ventennale della Val di Susa (Claudio Giorno, Moviemento NO TAV Val di Susa)

  • la lotta della Val di Lemme (Mario Bavastro, attivista del comitato della Val Lemme)

  • il successo della lotta del movimento ligure contro la Mostra Militare a Genova (Norma Bertullacelli, presidente del Centro Ligure di Document-Azione per la Pace)

  • il riflesso nelle istituzioni dei conflitti sociali (Manuela Cappello, ex assessore provincia di Genova, Roberto Traverso: segretario provinciale Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia)

  • il G8 di Genova del 2001 (Sara Busoli, avvocato parti civili processo G8/Bolzaneto, Norma Bertullacelli, Carlo Schenone, Anna Fazi)

Successwivamente sono stati analizzati gli elementi fondamentali della nonviolenza:

  • Interventi Civili di Pace (Giada Stefani, Rete Interventi Civili di Pace)

  • le nonviolenze (Carlo Schenone, Università di Pisa)

  • la gestione dei conflitti (Carlo Schenone, Università di Pisa)

  • gruppi e dinamiche di gruppo (Fabrizio Lertora, Centro Pscicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti, LaborPace Genova)

  • le reti sociali (Anna Fazi, Casa Pace Milano)

Pubblichiamo il materiale didattico che è stato fornito durante il corso per permettere a tutti di approfondire le tematiche connesse all'azione diretta nonviolenta in un conflitto sociale.

 

Studio del Contesto

 

Azione diretta nonviolenta e mafia

 

Le comunità in lotta

 

Una comunità contro la guerra e l'industria militare

 

Una città ferita: il G8 del 2001 a Genova

 

Le Istituzioni e i conflitti sociali

 

Approccio nonviolento al conflitto

 

Nonviolenze, gestione di conflitti, azioni dirette

 

I Corpi Civili di Pace

 

Pratica dell'azione diretta nonviolenta

 

I Gruppi e le reti sociali

L'amore, senso centrale di tutte le religioni serie, non è solo sentimentale, ma è volontà, decisione e azione costruttive, dedizione agli altri, forza di vincere il male col bene.
Nel nostro tempo, all'epoca dei diritti è seguita l'epoca del calcolo. Negli anni 1940-1970, alle guerre e dittature reagirono riconoscimenti e dichiarazioni dei diritti umani: costituzioni, carte internazionali, movimenti popolari. Almeno i paesi più fortunati e più democratici realizzarono alcune strutture e leggi tese ad attuare i diritti, ad affermare e difendere la dignità umana.

Tra i tanti striscioni visti alla marcia Perugia- Assisi, quello che più efficacemente riassumeva la voce univoca della manifestazione, diceva: "Non tagliare i salari, ma le spese militari". Se dovessimo sintetizzare in una sola parola lo spirito dell'intera marcia, questa parola è certamente "disarmo".

Introduzione

La nonviolenza, come disse Gandhi, è vecchia come le montagne. Questa parola viene usata in tutto il mondo per tradurre concettualmente il termine "ahimsa", una parola in sanscrito che significa letteralmente "non nuocere". La radice del termine è "hins", ovvera la "forma desiderante" di "han" che significa ammazzare, uccidere o danneggiare. Perciò "hins" implica il desiderio di uccidere, ferire o distruggere. La "a" iniziale è una negativa, perciò "ahimsa" ha il più vasto significato di non avere alcun desiderio, intenzione o volontà di uccidere, ferire e distruggere.