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Spunti di riflessione per una spiritualità che non si rifugia nell’ascesi, e un pacifismo che vuole <sporcarsi le mani> senza scappare dal vissuto dei conflitti” 31/8/2025, - Post Fb di “Science and Nonduality Conference” (traduzione Andrea De Casa)

Alcune considerazioni sull'intervento di Giorgia Meloni al meeting di CL

Pace e bene Presidente Giorgia Meloni.

Ho ascoltato il suo intervento al Meeting di Rimini e avrei alcune considerazioni da fare non per sterile polemica ma perché la dialettica aiuta la comprensione dei fatti e in un onesto dialogo favorisce la crescita del pensiero.

Oggi di fronte alla questione palestinese l’equidistanza ci rende complici e quello che Israele sta compiendo è un infame genocidio che utilizza perfino la fame quale strategia di oppressione e sterminio di un popolo. Una carneficina che non è dettata solo dalla reazione al 7 ottobre ma pare motivata da una mira espansionistica che vuole letteralmente spazzare il popolo palestinese.

L’ultima disperata opera di Primo Levi, scritta poco prima del suicidio, è una denuncia dell’offesa all’umano in ogni epoca e a ogni latitudine. Che guarda all’oggi. E alla Striscia

Nei bilanci letterari di fine Novecento, nelle liste dei libri decisivi del Ventesimo secolo, c’è sempre stato un posto – e resta indiscutibile – per “Se questo è un uomo”. Titolo che risuona proverbiale, ma tanto più impressionante se riconnesso ai versi che lo completano: «Voi che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando a sera / il cibo caldo e visi amici: / considerate se questo è un uomo / che lavora nel fango / che non conosce pace / che lotta per mezzo pane / che muore per un sì o per un no. / Considerate se questa è una donna, / senza capelli e senza nome / senza più forza di ricordare...».

La guerra è sempre presente . Nel secolo scorso, durante il ventennio fascista, Mussolini sosteneva che era una necessità per gli italiani di conquistare l’Etiopia, ci occorreva per la nostra libertà. Addirittura voleva un impero, il dittatore si ispirava all’antica Roma. Ci riuscì. L’Italia ebbe un re d’Italia e d’Albania, imperatore d’Etiopia. Oggi, con la Repubblica, sono un po’ cambiate le parole e le espressioni verbali, ma molti ancora vagheggiano quei tempi.

“Durante la guerra in Vietnam, un uomo se ne stava ogni notte con una candela in mano in segno di protesta di fronte alla Casa Bianca. Una di quelle sere un cronista lo raggiunse e gli disse: <Signore, credete veramente che la vostra piccola protesta potrà cambiare qualcosa?>

… La storia delle Chiese cattoliche orientali è stata spesso segnata dalla violenza subita; purtroppo non sono mancate sopraffazioni e incomprensioni pure all’interno della stessa compagine cattolica, incapace di riconoscere e apprezzare il valore di tradizioni diverse da quella occidentale. Ma oggi la violenza bellica sembra abbattersi sui territori dell’Oriente cristiano con una veemenza diabolica mai vista prima. Ne ha risentito pure la vostra sessione annuale, con l’assenza fisica di quanti sarebbero dovuti venire dalla Terra Santa, ma non hanno potuto intraprendere il viaggio. Il cuore sanguina pensando all’Ucraina, alla situazione tragica e disumana di Gaza, e al Medio Oriente, devastato dal dilagare della guerra. Siamo chiamati noi tutti, umanità, a valutare le cause di questi conflitti, a verificare quelle vere e a cercare di superarle, e a rigettare quelle spurie, frutto di simulazioni emotive e di retorica, smascherandole con decisione. La gente non può morire a causa di fake news.