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Il percorso di mobilitazione dell'associazionismo che ha promosso le iniziative di Arena di Pace e Disarmo a Verona, di Un Passo di Pace a Firenze, conferma che lavorare insieme per la costruzione di una politica di pace, di disarmo e di difesa civile nonviolenta, oltre che ad essere necessario è possibile.

C’è stato un momento di commozione quando nel volo verso la Corea il papa ha saputo che l’aereo stava per sorvolare la Cina. Lo ha raccontato ai giornalisti durante il viaggio di ritorno. Ha spiegato che si trovava, in visita, nella cabina dei piloti, quando gli hanno detto che stava arrivando la Cina. C’era il permesso di sorvolo; ma è prassi che quando si sta per entrare nello spazio aereo di un Paese, si chieda formalmente via radio l’autorizzazione all’ingresso; e questa poi subito arriva per la stessa via.

La guerra imperversa ormai dall’Ucraina alla Somalia, dall’Iraq al Sud Sudan, dal Califfato Islamico (Isisi), al Califfato del Nord della Nigeria (Boko Haram), dalla Siria al Centrafrica, dalla Libia al Mali, dall’Afghanistan al Sudan, fino all’interminabile conflitto Israele–Palestina.

Mi sembra di vedere il ‘cavallo rosso fuoco’ dell’Apocalisse: ”A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace della terra e di far sì che si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada” (Ap.6,4). E’ la “grande spada” che è ritornata a governare la terra. Siamo ritornati alla Guerra Fredda tra la Russia e la Nato che vuole espandersi a Est, dall’Ucraina alla Georgia.

Nel suo ultimo vertice, tenutosi a Newpost nel Galles (4-5 settembre 2014), la Nato ha deciso di costruire cinque basi militari nei paesi dell’Est, nonché pesanti sanzioni alla Russia. Il nostro presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha approvato queste decisioni e ha anche aderito alla Coalizione dei dieci paesi pronti a battersi contro l’Isis, offrendo per di più armi ai curdi. Inoltre si è impegnato a mantenere forze militari in Afghanistan e a far parte dei “donatori” che forniranno a Kabul 4 miliardi di dollari. Durante il vertice Nato, Obama ha invitato gli alleati europei a investire di più nella Difesa, destinandovi come minimo il 2 per cento del Pil. Attualmente l’Italia destina l’1,2 per cento del proprio bilancio alla Difesa.

Accettando le decisioni del vertice, Renzi è ora obbligato ad investire in armi il 2 per cento del Pil. Questo significa 100 milioni di euro al giorno! Questa è pura follia per un paese come l’Italia in piena crisi economica. E’ la follia di un mondo lanciato ad armarsi fino ai denti. Lo scorso anno, secondo i dati Sipri, i governi del mondo hanno speso in armi 1.742 miliardi di dollari, una somma equivalente a quasi 5 miliardi di euro al giorno (1.032 miliardi di dollari solo dagli Usa e Nato). Siamo prigionieri del “complesso militare-industriale” Usa e internazionale che ci sospinge a sempre nuove guerre, una più spaventosa dell’altra, per la difesa degli “interessi vitali”, in particolare della “sicurezza economica”, come afferma la Pinotti nel Libro Bianco. Come quella contro l’Iraq, dove hanno perso la vita 4.000 soldati americani e mezzo milione di iracheni, con un costo solo per gli Usa di 4.000 miliardi di dollari. Ed è stata questa guerra che è alla base dell’attuale disastro in Medio Oriente, che fa ripiombare il mondo in una paurosa spirale di odio e di guerre. Papa Francesco ha parlato di Terza Guerra Mondiale.

Davanti ad una tale situazione di orrore e di morte, non riesco a spiegarmi il silenzio del popolo italiano. Questo popolo non può aver dimenticato l’articolo 11 della Costituzione: ”L’Italia il ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Non è possibile che gli italiani tollerino che il governo Renzi spenda tutti questi soldi in armi, mentre lo stesso non li trova per la scuola, per la sanità, per il terzo settore. Tantomeno capisco il silenzio dei vescovi italiani e delle comunità cristiane, eredi del Vangelo della nonviolenza attiva.

E’ ora che insieme, credenti e non, ci mobilitiamo, utilizzando tutti i metodi nonviolenti, per affrontare la “Bestia “(Ap.13,1)”. Ritorniamo in piazza e per strada, con volantinaggi e con digiuni e, per i credenti, con momenti di preghiera. Chiediamo al governo sia di bloccare le spese militari che di “tagliare le ali” agli F-35, che ci costeranno 15 miliardi di euro.

E come abbiamo fatto in quella splendida “Arena di Pace” del 25 aprile scorso, ritroviamoci unitariamente (come abbiamo fatto a Firenze il 21 settembre) e poi alla Perugia-Assisi. Tutto il grande movimento della pace in Italia si è riunito a Firenze. Il tema è stato: ”Facciamo insieme un passo di pace”.Un occasione per lanciare la campagna promossa dall’Arena di Pace: Legge di iniziativa popolare per la creazione di un Dipartimento di Difesa Non-armata e Nonviolenta.

Il secondo grande appuntamento sarà la Perugia-Assisi, il 19 ottobre, con una presenza massiccia di tutte le realtà che operano per la pace. Noi non attendiamo più nulla dall’alto. La speranza nasce dal basso, da questo metterci insieme per trasformare Sistemi di morte in Sistemi di vita. Ce la dobbiamo fare

Noi siamo prigionieri di un Sogno così ben espresso dal profeta Michea: “Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci, una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.” (Michea, 4,3)

Fonte: Comune-info

L’evento di Firenze del 21 settembre “Un Passo di Pace” è stato un momento importante per molte realtà, organizzazioni e persone (a partire da quelle delle 4 Reti promotrici) per ritrovarsi e dimostrare la propria volontà di lavoro per la Pace. Un lavoro ed un’azione che deve essere quotidiano e non limitato ai momenti di crisi (comunque da affrontare e ricordare, come fatto per tutta questa lunga estate “calda”).

La città della Spezia è dalla nascita del Regno d'Italia uno dei principali poli dell'industria militare nazionale: l'Arsenale militare fu costruito tra il 1962 e il 1869 e poi arrivarono Oto Melara, Fincantieri, MBDA e tutta una serie di industrie militari minori, oltre al Comando Subacquei e Incursori (Consubin) e alla base Nato (Nato Undersea Research Centre).

La CGIL della Spezia ha organizzato una tre giorni dal titolo “Avanti Popolo”. Un gruppo di associazioni locali ha scritto ai promotori dell'iniziativa la seguente "Lettera aperta", tratta dal sito di Unimondo.

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