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Pubblicato su “La nonviolenza è in cammino”, n. 1332 del 20 giugno 2006.
Tratto da "Teologi@Internet", forum teologico a cura di Rosino Gibellini, n. 59 del 21 novembre 2005 (sito: Forum Teologico)

Introduzione

Incombe [nella manipolata cultura di massa dell'Europa cristiana] un sospetto generale - questa volta non nei confronti di ebrei, bensì nei riguardi dei musulmani: come se essi, istigati dalla loro religione, fossero tutti potenzialmente dei violenti. Al contrario, i cristiani, ammaestrati dalla loro religione, sarebbero tutti alieni dalla violenza, pacifici, pieni d'amore... sarebbe bello. Siamo onesti: ovviamente noi, cittadini di un democratico stato di diritto, nel nome della dignità umana rifiutiamo i matrimoni forzati, l'oppressione delle donne, i delitti d'onore e altre forme arcaiche di disumanità. Ma questo lo fa con noi anche la maggior parte dei musulmani, che soffrono per il fatto che "i musulmani" o "l'Islam" vengano condannati. Nella nostra immagine dell'Islam essi non si riconoscono, poiché vogliono essere cittadini leali di religione islamica. Siamo onesti: chi vuol fare dell'Islam il responsabile delle rapine, degli attentati suicidi, delle autobombe e delle decapitazioni ad opera di alcuni estremisti accecati, dovrebbe contemporaneamente condannare "il cristianesimo" o "l'ebraismo" per i barbari abusi sui prigionieri, i bombardamenti e gli attacchi con carri armati (100.000 morti tra i civili solo in Iraq) dell'esercito Usa e il terrorismo dell'esercito israeliano di occupazione in Palestina. Chi spaccia la guerra per il petrolio e l'egemonia nel vicino Oriente e altrove come "lotta per la democrazia" e "guerra contro il terrorismo", inganna il mondo - certamente senza successo.

Tratto da “La non violenza è in cammino”, Numero 1332 del 20 giugno 2006


[Da varie persone amiche riceviamo e volentieri diffondiamo la seguente "Lettera aperta in merito al ruolo della commissione regionale antimafia" della Calabria. Anna Fortugno, Giuseppe Fortugno, Rosanna Scopelliti sono familiari di vittime della mafia che proseguono l'impegno per la verità e la giustizia, per l'umanità intera. Per informazioni e adesioni: Sito www.ammazzatecitutti.org]

Abbiamo intrapreso, con ruoli e impegno diverso, una lotta di lunga durata contro il fenomeno della criminalità organizzata, in tutte le sue forme, partendo dallo straordinario movimento di ribellione e di riscatto civile nato in seguito al barbaro omicidio del dottor Franco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, avvenuta il 16 ottobre 2005.

Nota di Claudio Bragaglia


Modificando la precedente agenda dei lavori con cui si erano stabilite due convocazioni della consulta islamica per il prossimo autunno, il ministro dell'interno Giuliano Amato presiederà la quinta riunione di tale organismo lunedì 28 agosto. La convocazione della Consulta è stata richiesta da più parti dopo le polemiche innescate dall'iniziativa dell'Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii), componente la Consulta stessa, che sabato scorso ha fatto pubblicare in una pagina a pagamento sui quotidiani del gruppo Monti un testo dal titolo: ''Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane'' al fine di ''informare e testimoniare'' sulla guerra tra Libano e Israele concludendo il documento con la grave affermazione ''Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano'..
Autore principale di tale concezione del tutto soggettiva degli eventi risulta essere il presidente dell'Ucoii, Mohamed Nour Dachan, che spiega: «Davanti a una tragedia così grave, l'informazione era distorta e non si riusciva a capire chi era l'accusato e chi l'accusatore» aggiungendo: «Se ci saranno polemiche è perché sono state portate allo scoperto le tragedie israeliane».

Tratto da "La domenica della nonviolenza", n. 91 del 17 settembre 2006




Dichiarazione finale della VIII conferenza mondiale
delle religioni per la pace:
affrontare la violenza e progredire in una sicurezza condivisa


Kyoto il 26-29 agosto 2006

Pubblicato su Dialoghi, n. 2, giugno 2006)

Non soltanto nei libri di Oriana Fallaci, purtroppo, ma anche in quelli di Giovanni Sartori, ci imbattiamo nell'immagine dei musulmani presentati come nemici irriducibili coi quali non ci sarebbe alcuna possibilità di intesa. Sono testi che danno voce a un disagio reale, legittimamente diffuso nell'opinione pubblica e acutizzatosi a causa dei timori collegati al fenomeno del terrorismo internazionale di matrice islamica.