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Non c'è tempo da perdere, bisogna agire subito!

L’offensiva lanciata dal Marocco contro i difensori sahrawi dei diritti umani a causa delle loro opinioni sulla questione del Sahara Occidentale, ha raggiunto il suo apice l’8 ottobre 2009 con l’arresto di un gruppo di attivisti sahrawi. Il gruppo dei Difensori dei Diritti umani, formato da Ali Salem Tamek, Brahim Dahane, Dagja Lachgar, Ahmed Nasiri, Yahdih Etarouzi, Saleh Lebaihi e Rachid Sghayar e fermato all’aeroporto Mohammed V di Casablanca, è stato portato davanti al Tribunale militare di Rabat.

Aminatu Haidar ha iniziato uno sciopero della fame domenica 15 novembre dopo essere stata espulsa forzatamente dal Marocco e sequestrata dalla Spagna dove si trova tuttora senza la possibilità di rientrare in Sahara Occidentale.

Continuano intanto sia la censura mediatica sia la ferocia della polizia nei territori occupati del Sahara Occidentale, dove i sahrawi sono sottomessi a qualsiasi tipo di repressione.

Invia OGNI MERCOLEDI' DEL MESE DI DICEMBRE  (1-8-15-22-29 DICEMBRE)  questa mail al Ministro degli Affari Esteri On. Franco Frattini (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.); perché intervenga nei confronti del Regno del Marocco e del Governo Spagnolo per condannare le violazioni dei diritti umani in Sahara Occidentale, chiedere l'immediata liberazione degli attivisti sahrawi e il rimpatrio in Sahara Occidentale di Aminatu Haidar.


Egregio Ministro,

Le comunico la mia preoccupazione per la condizione di Ali Salem Tamek, Brahim Dahane, Rachid Sghaïr, Nassiri Hamadi, Yehdih Terruzi, Saleh Loubeihi e Degja Lechgar, i sette difensori dei diritti umani sahrawi fermati illegalmente, lo scorso giovedì 8 ottobre, all'aeroporto di Casablanca (Marocco) e di Aminatu Haidar espulsa in modo coatto in Spagna il 14 novembre scorso dopo essere stata privata dei suoi documenti.                                                    La delegazione è stata arrestata da membri dei servizi segreti marocchini con l'accusa di "alto tradimento alla patria" e "attentato contro la sovranità e l'integrità territoriale del Marocco", ed è attualmente detenuta presso il carcere di Sale nei pressi di Rabat e rischia la pena di morte. Aminatu Haidar ha iniziato uno sciopero ad oltranza fino a quando non potrà rientrare a Laayoune dalla sua famiglia.
L'Italia si è sempre espressa a favore del rispetto dei diritti umani e ha dichiarato in più occasioni il sostegno all'autodeterminazione del Popolo Sahrawi per questo Le chiedo di
-    condannare fermamente la violazione dei diritti umani in Marocco;
-    intervenire nei confronti del Governo Marocchino affinché liberi immediatamente gli attivisti sahrawi
-    permettere la presenza nei territori occupati del Sahara Occidentale la presenza di osservatori internazionali
-    di intervenire nei confronti del Governo Spagnolo che accogliendo contro volontà una persona senza documenti infrange la legge ed i diritti umani.

Distinti Saluti.                                                                                                                                                                 
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Reggio Emilia, li 28 novembre 2009