Home Politica - Democrazia Politica Sentirmi straniero nel mio paese
Sentirmi straniero nel mio paese PDF Stampa E-mail
Scritto da Gino Buratti   
Venerdì 28 Settembre 2018 11:48

Guardandomi in giro, faccio fatica, in questi tempi oscuri, a cogliere intorno a me quell'insieme di valori di base che, pur nelle differenze politiche e culturali, hanno assicurato finora un minimo di coesione sociale caratterizzando il sentiero che veniva percorso.

In questo smarrimento sta il mio sentirmi straniero, un corpo estraneo di una parte del tessuto sociale che sempre più manifesta sentimenti di intolleranza, di odio e di rabbia... tanto da paralizzare ogni mio tentativo di provare a discutere, ad affrontare i problemi, a tentare di accogliere un minimo di dubbio nelle tante certezze che con cui veniamo quotidianamente bombardati, a partire dai social... in questa sbornia collettiva di popolo: l'avvocato del popolo, la manovra del popolo, i tribunali del popolo... anch'io appartengo al popolo, ma non a "quel popolo".

Sentirmi straniero quando mi trovo in un bar, oppure quando mi imbatto in una discussione con persone estranee. Piccoli esempi di incontri quotidiani:

L'altro giorno in un bar... poche affermazioni ma terribili:

  • “tutti i dipendenti pubblici sono uguali, vagabondi, furbetti...” riferendosi ad un'indagine a Massa Carrara che vede coinvolti molti dipendenti della provincia e della regione, ma con contestazioni diverse tra di loro per gravità: due o tre persone per fatti gravi e odiosi, altri invece per pause caffè non timbrate.... o addirittura per nulla, per assenze motivate da servizi di lavoro, ma tutti messi sullo stesso piano dalla gogna mediatica e dai tribunali del popolo.

  • “non è possibile avere a che fare con nigeriani algerini... loro sono mafia... portano mafia (argomento questo che come italiani dovremmo conoscere bene)... andrebbero mitragliati tutti nei barconi... ma io non sono razzista... la colpa è di Francia e Germania... i francesi peggio degli ebrei”

ed ancora una mattina all'obitorio a visitare una parente deceduta: “ci stanno invadendo... e ci mandano a controllori dell'ONU... non è più possibile... dovremmo abbatterli nei barconi... mitragliarli”

Persone normali... uomini e donne che ormai non riescono più a riconoscere l'essere umano che ci sta di fronte, a prescindere della sua nazionalità, del suo genere, della sua fedina penale.

Dinanzi a queste affermazioni, a questi atteggiamenti, a questa violenza generalizzata mi trovo come paralizzato... con la voglia di andarmene sbattendo la porta, l'incapacità di trovare le parole giuste per portare la discussione sui giusti binari... di tentare un briciolo di razionalità e logica, in questa sbornia di umori di pancia.

Non c'è più voglia di riflettere, la verità è tutta nei post, c'è solo bisogno di distruggere l'avversario... ed è questo un messaggio che la politica ci consegna e ci insegna... e che nella società civile diventa naturalmente devastante e viatico per ogni forma di delirio...

Razzisti e fascisti ci sono sempre stati, ma nessuno osava, quasi per rispetto ad alcuni paletti etici e morali, a bruciare i luoghi degli immigrati, a sparare, a inneggiare a quei quattro vigili che a Marina di Massa hanno sequestrato ed allontanato venditori ambulanti.

Razzisti e fascisti ci sono sempre stati, ma nessuno inneggiava a ricacciare gli immigrati nei lager libici.

L'abitudine alla semplificazione, al post, allo spot ci condiziona e ci rende incapaci di comprendere la complessità e di come sia necessario stare dentro i problemi con sguardi capaci di molteplici prospettive.

La mia paralisi... il mio sentirmi straniero … ma non per le diversità di opinione, ma per l'incapacità di una discussione serena, che abbia però un minimo di valori comuni, per i linguaggi adoperati.

I problemi, le difficoltà sono complesse, devono essere guardate con diverse prospettive, angolature, cogliendo le molteplici sfaccettature che li caratterizzano.

Quali sono i valori che mi uniscono a queste persone, che mi fanno sentire fratello di queste persone?

Faccio fatica a trovarli...

Come riuscire a dire che tra quei 24 colleghi del pubblico impiego, vi sono si alcune persone che hanno commesso colpe gravi, ma la maggior parte di esse sono inquisite per un caffè... non sono mostri, sono persone che nello svolgimento del loro lavoro erano anche molto serie, che però hanno commesso leggerezze.

Tra quelle 24 persone messe sulla gogna mediatica ce n'erano alcune che era fuori dal lavoro per servizio.

Perché non proviamo ogni tanto a sospendere un attimo il giudizio, a sforzarsi di conoscere i casi singoli prima di giudicare, e poi sopratutto perché non ci indigniamo dinanzi alla gogna mediatica... e dico questo perché io mi sono indignato rispetto a tutte le gogne mediatiche che hanno coinvolto anche figure politiche molto lontane da me...

Perché non proviamo un istante a metterci nei panni degli ultimi, dell'altro... a domandarci cosa faremo noi se fossimo in quelle condizioni?

Che parole usare dinanzi all'incapacità di vedere nelle persone che sono in un barcone degli essere umani... per cui possiamo benissimo urlare che possono essere abbattute... tanto ci sono uomini di serie A e le restanti persone valgono meno dei nostri cani viziati.

Mi paralizzo e penso che non abbiamo imparato nulla dalla catastrofe della seconda guerra mondiale e dall'olocausto, di ebrei, sinti, rom, omosessuali, comunisti... da tutte le guerre e le carneficine che il '900 ci ha consegnato.

Si desiderano nuove nazioni... separate una dall'altra... preludio di nuove guerre economiche e reali... in un contesto in cui l'avversario è il nemico di turno...

Ma dopo quel nemico, quale sarà il prossimo? ... e alla fine forse diventeremo noi le vittime, chi ci difenderà... a chi chiederemo solidarietà, quando non siamo stati capaci di esserlo con gli ultimi che ci stavano accanto...

Nessuno nega che l'immigrazione non ponga problemi reali... ma il punto è affrontare le modalità dell'accoglienza, condividere la solidarietà... non rifiutare l'altro. In un momento di riduzione degli sbarchi la vera sfida sarebbe organizzare un sistema di accoglienza vero ed inclusivo, cosa di cui non è stato capace il centro sinistra.

E' un film drammaticamente già visto... per cui è anche facile immaginare quale sia la soluzione... A chi dice prima di tutto gli italiani, sappiate che dopo gli immigrati ci saranno nuovi nemici, che magari alla fine alcuni italiani lo diventeranno...

In tutto questo clima mi sento straniero... ma non per questo smetto di lottare per un mondo migliore, anche se so che il mio punto di vista è minoritario... ma troppo stesso la maggioranza culturale, così come la maggioranza elettorale, è stata quella che ha determinato gli sbocchi autoritari...

Ma una minoranza non esigua, se guardo alle adesioni alla marcia della pace, al senso di smarrimento di tanti ambienti che frequento... smarriti per le politiche di questo governo, ma anche per l'incapacità di questa sinistra a percepire la gravità del momento, non solo sotto l'aspetto politico, ma sopratutto culturale e sociale.

Massa, 12 settembre 2018

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps Valid XHTML and CSS.