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Un monolite allo squadrista PDF Stampa E-mail
Scritto da ANPI Carrara   
Domenica 03 Marzo 2019 22:53

Per giustificare il monolite al fascista podestà Bellugi si fa riferimento a Pirandello e Ungaretti, anche loro iscritti la fascio e scrittori che godono di intitolazioni di strade, piazze, edifici scolastici e sono stati onorati di monumenti e lapidi di vario genere.

Ma Bellugi non fu un innocuo iscritto al fascismo come si cerca di far spacciare da parte della giunta e della presidenza del consiglio comunale di Massa, molto favorevoli alla vulgata fascio-nazista della storia del ventennio, come dimostra la scelta dell'oratore ufficiale per la Giornata del Ricordo, ma fu un attivista di primo piano a Massa del fascismo.

Lo fondò in città e ne fu il massimo responsabile.

Fu squadrista attivo, organizzò e partecipò a spedizioni “punitive”, tra cui anche i noti fatti di Sarzana e la spedizione precedente che li aveva innescati, rendendosi così complice degli assassini di inermi oppositori del regime, di persone che nemmeno facevano attività politica, ma anche delle stesse vittime fasciste per il tentativo di imporre l'ordine violento fascista a Sarzana.

Terrorizzò la città con le violenze abituali delle bastonature, dell'olio di ricino, della morte e del ferimento degli avversari, costringendo tanti antifascisti alla fuga e all'esilio.

Eliminò con la forza la giunta democraticamente eletta di Massa e ne usurò i poteri.

Per questi meriti divenne podestà e incontrastato Ras della città per oltre un decennio, esercitando un potere repressivo sui suoi concittadini, affinché non si opponessero al fascismo.

Alla fine, dopo aver contribuito così attivamente all'instaurazione della dittatura in Italia per oltre un ventennio, con la soppressione dei diritti fondamentali degli italiani, senza mai dissentire dal regime e dai suoi crimini, fu anche a favore delle leggi razziali.

Messo da parte dal regime, non certo per mancanza di fedeltà totale o dissensi, non prese le distanze dal fascismo neanche durante la guerra e la repubblica di Salò, tanto che dopo la liberazione pensò bene di diventare uccel di bosco per un po' di tempo.

Rientrato a Massa si dedicò a scrivere, senza mai dimostrare un minimo di presa di distanza da questo suo passato politico criminale, ancorché amnistiato.

Pirandello e Ungaretti non si dedicarono mai a nessuna di queste attività criminali, eversive e liberticide. Si iscrissero al fascio, firmarono il manifesto degli intellettuali fascisti e con la loro autorevolezza contribuirono a confondere le idee degli italiani e ad avvallare la dittatura, anche se le loro opere ben poco avevano a che fare con la cultura, l'ideologia e le pratiche di potere fasciste.

Indubbiamente questa iscrizione e firma costituiscono per loro una macchia indelebile e una vergogna, ma non ebbero mai cariche di potere e non parteciparono a nessuna azione violenta per eliminare persone che avevano posizioni politiche differenti dalle loro.

Bellugi, che aveva ben più gravi responsabilità politiche, oltre a quelle penali, non pagò mai niente, grazie alle amnistie e agli indulti che coprirono tutti i crimini del ventennio.

ANPI Carrara

Intervento fatto in occasione del presidio “L'Italia che resiste” organizzato a Massa dall'Accademia Apuana della Pace il 2 marzo 2019.

 


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