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Qualche riflessione sull'assemblea dell'AAdP (Carlo Del Nero)

Caro Gino come promesso ti invio qualche riflessione sulla riunione di ieri (Assemblea AAdP – ndr). Vedi tu se vuoi usarlo tutto, in parte o in nulla per qualcosa.


- Inizio dal fondo.

All'uscita il nuovo portavoce dell'AAdP ha fatto un riferimento al crocifisso che ho lasciato cadere, ma che mi stimola. Secondo lui quel simbolo sarebbe più dirompente del "manifesto" (non ricordo la parola esatta da lui usata, ma il senso era "rivoluzionario", "destabilizzante" e quant'altro, ovviamente tutto in senso positivo). Non mi interessa il paragone col manifesto, giornale che per altro non trovo granché rivoluzionario, mi interessa invece il giudizio sul crocifisso.
Potrei essere anche d'accordo con lui se quel simbolo rappresentasse "solo" quel che dovrebbe, ma purtroppo non posso più esserlo dal momento che quel simbolo si è sempre più allontanato dal suo vero significato per diventare altro, tutt'altro. Direi davvero il suo opposto.
Quel simbolo non sta nelle case degli italiani per una libera scelta di persone libere. Quel simbolo sta nelle scuole e negli uffici pubblici per un'imposizione. Quel simbolo è stato ridotto ad un segno per affermare un potere. Un simbolo del potere temporale. In senso dispregiativo, ma purtroppo aderente alla realtà attuale, quel simbolo non è nulla di più della pisciatina dell'animale che delimita un territorio. Personalmente ritengo che l'aver trasformato quel simbolo religioso in un simbolo blasfemo è colpa grave. Liberarsi non dal simbolo, ma dall'imposizione, sarebbe un dovere cristiano prima che laico. C'è un comandamento specifico su questo. Quando leggo "non nominare il nome di Dio invano" mi vengono in mente i tanti politici che lo nominano per motivi elettorali ed anche la chiesa stessa per il suo dominio sulle cose.


- Per quanto riguarda le persone che ho conosciuto non posso dir nulla perché appunto solo appena conosciute.
Pietro, che invece già conoscevo, è il solito, ma con lui ci siamo altre volte scontrati su prostituzione e palestina e non ricordo se anche per altre questioni. Ho l'impressione che nel suo "confessar burlando" vi siano evidenti tracce delle nostre passate discussioni. Ma non è un problema, mi va bene così.


- Sullo specifico degli argomenti trattati, penso che l'AAdP dovrebbe essere una rete davvero. Ma se vuole essere e rimanere tale, le sue iniziative devono essere limitate; penso in realtà che tutte le iniziative dovrebbero avere come promotori le associazioni o i singoli aderenti, ma non l'accademia in sé. Il rischio, come ho sottolineato nel mio intervento, è che l'accademia si "colori" diventando di conseguenza esclusiva e non inclusiva.
Una rete per sua natura è neutra. In questo caso è ovvio che si tratta di una semi neutralità, perché la ragione sociale dell'Accademia si presta a pochi equivoci, ma se è facile essere genericamente d'accordo sulla pace, è molto difficile esserlo sugli strumenti di realizzazione.


- Ho sentito parlare di pace, pace e pace, ma mi par di aver avvertito anche in quella sede il solito contrasto fra pace e guerra. Ci hanno abituati così, ma non ha molto senso. Il contrario di guerra non è pace, ma nonviolenza. Pace è altro. Ovvio che su questo non vado oltre perché in così poco tempo le probabilità che io abbia frainteso sono elevatissime.


- In quella occasione non ho parlato della mia idea di "piccolo Satyagraha" perché non era certo la sede opportuna, ma qua posso riassumere la questione in poche parole.

Mi interessa la costruzione di un gruppo (inevitabilmente ristretto) di persone, che vogliano agire politicamente mettendo in campo gli strumenti della nonviolenza e che vogliano farlo per Massa.

Molto semplice nella sua improbabilità.

Come è nata questa cosa e come si è sviluppata (appena sviluppata) nella mia testa è riassunto (molto riassunto, ma era inevitabile) nel mio sito http://carlodelnero.wordpress.com .
Altro al momento non saprei dire, anche perché penso che una cosa del genere, se nasce, deve avere anche un respiro di libertà. Non può nascere già definita nei dettagli, deve divenire per quel che accade intorno in termini di azioni/reazioni. Pensare di stabilire in partenza strada e obiettivi è sbagliato. Il progetto deve crescere con i progettisti.


- Per finire.

In questa assemblea, la maggior parte dei partecipanti provenivano dal mondo cattolico. Io come radicale potevo sembrare fuori posto... comunque mi son trovato bene! Credo che l'incontro fra radicali e cattolici, questo sì, sarebbe "dirompente". Non lo penso da ieri, ma da molti anni. Tentativi passati sono falliti, ma almeno in questo caso mi sento di poter dire non per mia volontà. Senza rinunciare ad un oncia di me e senza chiedere ad altri di farlo, sono disponibile a tentare questa destabilizzazione se qualcuno dall'altra parte lo è altrettanto.


Per finire davvero una precisazione: non sono candidato a nulla di nulla (neppure a una riunione di condominio) quindi il fatto che questo incontro sia capitato adesso è del tutto casuale e non avrà alcuna conseguenza da qui al 14 aprile.


saluti Carlo Del Nero