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L’Associazione di promozione sociale La soffitta dei colori,
in collaborazione con La bottega della Rocca onlus
invitano

GIOVEDI’ 15 FEBBRAIO ORE 21,00


Incontro con Lidia Maggi,
pastora della Chiesa Battista di Milano

Le donne, il conflitto e la Bibbia. Cuori discordanti


Vi aspettiamo presso la Casa Diocesana “La Rocca”, via della Rocca 10, Pietrasanta.
Lidia Maggi ci racconterà la sua esperienza di fede nel conflitto.
Per confermare la presenza e per ulteriori informazioni,telefonare al 3339192856.

Il Prof. Rocco Altieri ci ha inviato il discorso tenuto da Benedetto XVI in occasione dell'Angelus del 18 febbraio 2007


Cari fratelli e sorelle!
Il Vangelo di questa domenica contiene una delle parole più tipiche e forti della predicazione di Gesù: "Amate i vostri nemici" (Lc 6,27). È tratta dal Vangelo di Luca, ma si trova anche in quello di Matteo (5,44), nel contesto del discorso programmatico che si apre con le famose "Beatitudini".
Gesù lo pronunciò in Galilea, all'inizio della sua vita pubblica: quasi un "manifesto" presentato a tutti, sul quale Egli chiede l'adesione dei suoi discepoli, proponendo loro in termini radicali il suo modello di vita. Ma qual è il senso di questa sua parola? Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane? In realtà, la proposta di Cristo è realistica, perché tiene conto che nel mondo c'è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà. Questo "di più" viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può "sbilanciare" il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo "mondo" che è il cuore dell'uomo.

Noi laici e cattolici italiani chiediamo ai vescovi di mantenere chiara e libera la loro impostazione di dottrina e di cultura morale in tema di legislazione familiare. Riteniamo ingiusta ogni forma di intimidazione intellettuale contro l’autonomia del pensiero religioso. Consideriamo decisivo, per arricchire il pluralismo di valori della società italiana, che la religione occupi uno spazio pubblico nella vita della comunità. Giudichiamo improprio, e sintomo di un uso politico della sfera religiosa, l’appello dei cattolici democratici affinché la chiesa italiana rinunci a un suo atto di magistero, che la libera coscienza di laici e cattolici, compresi i parlamentari della Repubblica, potrà valutare serenamente e in piena libertà.
Il nuovo Concordato del 1984 affida alla chiesa italiana, che non è più espressione di una “religione di stato”, un ruolo indipendente di testimonianza civile, politica e morale che è pienamente compatibile con la funzione laica e sovrana nel suo ordine dello stato. La cultura di questo paese deve liberarsi delle pastoie politiciste di un pensiero illiberale e veteroconcordatario che intende censurare con argomenti obliqui la libertà religiosa e la sua funzione sociale.

Pubblicato su "Il foglio" del 21 febbraio 2007

Circa la bozza sulle unioni di fatto

Il perché del nostro leale "non possumus" Il lavorìo su un possibile disegno di legge del governo in materia di unioni di fatto sembra dunque arrivato ad una svolta. Le anticipazioni di stampa - soprattutto quella assai particolareggiata fornita sabato scorso da "Repubblica" - tenderebbero a confermare che ormai ci siamo. In realtà, però, a quanto è dato di capire, non ci siamo affatto.
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