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“Un saluto tutti voi che mi state ascoltando. Ai tempi dell’esordio nella mia carriera, presentandomi alla visione di un pubblico allargato, la cosa che tutti volevano sapere di me è quale fosse la mia vera storia di fondo, quella dietro il palco.

A quei tempi non comprendevo quanto la gente in generale avrebbe fatto grandi sforzi per garantirsi una certa percezione di sicurezza personale nel mondo. Non comprendevo come davvero tanti soggetti potessero nutrire una forte volontà di etichettarti come <pazza>, di screditarti, di metterti in una lista di proscrizione nel momento in cui la verità che condividevo confliggeva con la loro realtà particolare. Per queste ragioni ho scelto sin da subito di dire la verità… e questo ha avuto ripercussioni tremende. Al momento della loro divulgazione pubblica, gli <Epstein files> hanno suscitato in me una gamma di sentimenti eterogenei.

Sulla realtà

“Ogni giorno, quando ti svegli, pensi di esserti svegliato nella realtà,

quando in verità di sei svegliato in un’interpretazione culturale della realtà.”

“La guarigione ancestrale non è una storia precisa e ordinata.

Inizia con il rivolgere l’attenzione e la propria presenza verso i più anziani.

Ogni lignaggio di qualsiasi comunità è un intreccio di luci ed ombre,

di saggezza e di danni, ferite,

di resilienza e di fratture,

di coraggio e di complicità.

[…] Dobbiamo aggrapparci a quel che abbiamo,                We’ve got to hold on to what we’ve got,

non fa differenza se ce la facciamo o no,                              It doesn’t make a difference if we make it or not,

abbiamo l’un l’altra, e questo è molto per l’amore,               We’ve got each other, and that’s a lot for love

ci proveremo!                                                                       We’ll give it a shot!

“Ciò di cui canto non è religione – è vita reale; è dolore, speranza, riscatto; e se questo mette a disagio certe persone, allora forse dovrebbero iniziare ad ascoltare, invece di ridere”, 14/10/2025, Intervista di Jimmy Kimmel a Joan Baez, da un post sulla pagina Facebook “VibeVerse”

“Quella sera si celebrava il ritorno di Jimmy Kimmel alla fascia oraria dei programmi TV di tarda serata, ma quello che è poi andato in scena è stato qualcosa che nessun autore di testi per il gobbo” o sketch da commedianti avrebbe mai potuto preparare.”

“Il seguente testo è stato scritto da Capo Dan George, nel 1972”.

“Nel corso della mia vita ho vissuto in due culture differenti. In quella in cui sono nato si viveva in residenze domestiche condivise. La casa di mio nonno era lunga 80 piedi. Era chiamata <casa del fumo>, e si trovava in prossimità della spiaggia di un’insenatura. Tutti i figli di mio nonno e le loro famiglie vivevano in quella dimora. Le loro stanze per dormire erano separate da teli realizzati in frasche di piante e giunchi, ma un singolo focolare al centro della dimora serviva per soddisfare i bisogni alimentari di tutti.