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“Affermare che l’arte <non dovrebbe essere politica> è una dichiarazione politica. L’acclamato regista cinematografico Wim Wenders ha detto recentemente: <L’arte non dovrebbe essere politica>. Molti sono i maestri che sostengono che anche la spiritualità non dovrebbe essere politica; ma se <politico> significa semplicemente <collettivo>, allora il ritenere di essere apolitici è semplicemente uno dei modi di sostenere l’ordine corrente delle cose. Il dominio, l’atto della dominazione, non ha le sembianze di una guerra; pare piuttosto come una condizione di normalità. Confida del fatto che non lo riconosciamo mentre ci dedichiamo ad una forma di arte <da evasione> o di spiritualità privata.

Dopo la manifestazione di Torino si sono verificati due fenomeni macroscopici.

Da un lato è emersa una vera e propria corsa da parte di tutte le forze politiche di centro sinistra a dichiarare la propria totale estraneità alla violenza avvenuta e a chiedere che non venisse strumentalizzata dalle forze di governo.

Dall'altro lato il governo Meloni, ma soprattutto una pletora infinita di commentatori, editorialisti, storici, giornalisti e varie altre categorie professionali difficili da definire in termini compiuti hanno scatenato una ciclopica onda di contumelie non solo verso la violenza ma anche nei confronti di tutti quelli che hanno partecipato alla manifestazione o che hanno espresso anche solo un flebile appoggio all'iniziativa dei 50 mila torinesi.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere, rileggendo gli accadimenti di questi mesi, di queste settimane, ed in particolar modo di questi giorni, appare un disegno chiaro della destra: criminalizzare le piazze, soprattutto quelle in solidarietà con il popolo palestinese, colpire il dissenso, tacitarlo.

È successo dall'inizio, vi ricordate quando furono addirittura manganellate studentesse e studenti a Pisa? Erano inermi, a volto scoperto. Stavano solo manifestando il loro NO al genocidio in corso a Gaza.

“14 Gennaio 2026. Dopo 73 giorni di sciopero della fame, iniziato il 2 Novembre 2025 nel Giorno di Balfour, di fronte al serio pericolo di morte di alcuni prigionieri, Heba Muraisi, Karan Ahmed e Lewie C hanno interrotto il loro sciopero della fame.

La decisione di interrompere il loro sciopero della fame è maturata a seguito della notizia che alla <Elbit Systems UK> è stato negato un contratto da 2 miliardi di Sterline con il Ministero della Difesa del Regno Unito per l’addestramento dell’esercito; sarebbe stato di vitale importanza per questa impresa; l’annullamento era una delle richieste chiave avanzate dagli scioperanti della fame.”

Una libera considerazione preliminare del traduttore. Ascoltando questo <reel> postato dall’autrice, mi viene in mente la citazione di Julian Assange che ebbe modo di osservare: <La stragrande maggioranza delle informazioni sottoposte a secretazione non sono riservate per garantire la sicurezza nazionale, ma per garantire la sicurezza della politica>.”

“Voglio parlarvi di qualcosa che è successo oggi (14 Gennaio, ndr). L’FBI ha condotto una perquisizione alla casa privata di una giornalista del <Washington Post>. Erano alla ricerca di supposto materiale secretato. Questo materiale suppostamente secretato riguardava un articolo, o una serie di articoli, che la giornalista si stava preparando a redigere riguardo a passate decisioni che hanno portato al LICENZIAMENTO DI DIVERSI IMPIEGATI DELL’FBI. Il tutto sarebbe stato corredato da racconti di queste loro esperienze personali e altre informazioni inerenti.

Il 17 maggio La Spezia si è trovata ad affrontare una calata neofascista organizzata da CasaPound. Non si è trattato di un innocuo evento folkloristico né di un semplice atto simbolico: rappresenta invece un attacco diretto, organizzato e strategico, a una città che da anni è al centro di una riflessione critica sull'industria bellica, sulla militarizzazione del territorio e sul ruolo delle basi NATO.

Un attacco al lavoro dei movimenti pacifisti, antimilitaristi e ambientalisti, come Pace e Disarmo, che con coraggio denunciano gli effetti distruttivi del complesso militare-industriale spezzino.

Pochi giorni fa si ricordava la strage di Piazza Fontana, Strage di Stato. Abbiamo fatto parte di quel movimento che subito comprese il disegno eversivo che rappresentava, come oggi comprendiamo il disegno autoritario contenuto nel decreto sicurezza 1660.

Se approvato, questo decreto tende indubbiamente a criminalizzare tutte le forme di dissenso sociale, che sono il tratto essenziale della democrazia. A fronte di un crescente disagio sociale causato dalle disuguaglianze sociali, dalla precarietà del lavoro, dalla impossibilita ad avere un tetto, da una sanita sempre più degradata, da continui disastri ambientali, lo scopo del Governo è mettere in atto misure studiate per zittire ogni forma pubblica di critica.