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“Il dibattito sulle politiche d’asilo e per l’immigrazione è tipicamente contraddistinto da una forte emotività, opinioni contrastanti, e da marcati condizionamenti politico/ideologici. La gran parte delle critiche mosse agli attuali sistemi di concessione di asilo mette in risalto i loro aspetti fallimentari. Alcune voci si spingono addirittura in favore di una rottamazione definitiva del Sistema di concessione d’Asilo, vanificando di fatto la Convenzione delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che garantisce il diritto di cercare sicurezza all’estero.

“Mio padre era un avvocato specializzato in discipline migratorie. Stessa cosa è mio fratello. I miei stessi nonni sono venuti in questa nazione (gli USA, ndr) scappando dalla persecuzione. Detto questo, le circostanze della mia vita mi hanno indotto a vedere, comprendere, ed essere testimone della paura – in molti casi dell’agonia – di immigrati, esseri umani che non hanno alcun posto in cui andare, che stanno cercando di trovare una vita migliore, un’esistenza libera, una vita più sicura per sé e le proprie famiglie.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i naufragi e gli approdi dell’ormai immenso popolo dei migranti, vittima del nostro genocidio. In un naufragio a Lampedusa ci sono stati 41 morti, al largo di Marettimo 2 morti e due “dispersi”, cioè annegati, nei pressi della Tunisia, a Sidi Mansour, 18 morti, altri 12 al largo di Sfax e un naufragio anche nella Manica, con 6 vittime che i francesi hanno sepolto a Calais. Il cimitero del mare: ma un cimitero ancora più grande, ha detto papa Francesco tornando da Lisbona, è il Nordafrica, dove prima dei naufragi, i profughi finiscono nei lager. Ormai flottiglie intere attraversano il Mediterraneo, perfino la Guardia costiera, nonostante Salvini, è costretta a chiedere aiuto alle navi umanitarie altrimenti sequestrate o mandate dal governo in porti lontani.

Il dolore, per le vite spezzate e per il futuro di disperazione che attende i sopravvissuti e le famiglie. Ma anche per il fallimento di anni di lotte per affermare il diritto alla vita, per l’abbattimento delle frontiere che uccidono, per un paese più giusto e solidale. Condannati tutti, sembra oggi, ad un cupo futuro nel quale gli egoismi e la cattiveria di regime, la nuova ragione di Stato, prevalgono sulla solidarietà e sulla coesione sociale.

"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai perché voi siete stati forestieri in terra di Egitto" (Esodo, 22,20)
Appello al mondo missionario, alla Cei, alle chiese: per opporsi alla strage del Mediterraneo, e per chiedere disobbedienza civile alle leggi razziste previste nel pacchetto sicurezza.
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Pubblicato su Notizie minime della nonviolenza, n. 737 del 20 febbraio 2009
Il bisogno di sicurezza è posto al centro di  tutto in questo nostro tempo.
È un ritornello che ci stordisce e che  risuona spaventando fin nel profondo le coscienze anche dei/delle più  giovani fra noi.