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Su alcuni giornali, duecento morti o dispersi in mare come quelli dell'altro ieri, in una fuga della disperazione, non finiscono neppure più in prima pagina, scivolano in quelle seguenti fra le notizie certo rilevanti ma non eclatanti. Per sciagure analoghe, solo qualche anno fa pure un presidente del Consiglio si commuoveva o almeno sentiva il dovere di commuoversi pubblicamente. Le tragedie odierne dei profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile che periscono, spesso anonimi e ignoti, in mare non sono meno dolorose, ma non sono più un'eccezione sia pur frequente, bensì una regola.

Il fenomeno razzista non è circoscrivibile alle tesi della Lega padana che ha tappezzato Milano in queste ore di manifesti contro gli zingari per contrastare la nuova maggioranza progressista. Il fenomeno dell’estrema destra razzista è diffuso in tutti i paesi dell’Europa, con punte di consenso elettorale delle frange barbariche che sfiorano perfino ¼ degli elettori. Ma negli States c’è chi lancia una denuncia precisa… Il razzismo ha cambiato pelle: sarà quella dei nostri migranti dei prossimi anni?

"Protesta venditori souvenir contro vù cumprà". Il  titolo non è della "Padania", nè d'un qualche foglio locale, ma dell'Ansa, la maggiore agenzia di stampa italiana, da cui ci si aspetterebbe tono neutro e linguaggio corretto. Con questo titolo, il 18 aprile, l'Ansa riporta una notizia minima, in apparenza banale: a Venezia un gruppo di ambulanti forse regolari, di sicuro "autoctoni", protesta contro gli immigrati che vendono senza licenza nei pressi dell'Hotel Danieli.

Ancora cadaveri di uomini, donne e bambini che vanno a ingigantire l'immenso sepolcro che è divenuto il Mare Nostrum, un tempo mare che affratellava genti, costumi, culture, oggi confine blindato che separa e stermina, uccidendo quel che resta della nostra umanità. Le ultime duecentocinquanta vittime del Canale di Sicilia, eritrei e somali - che alcuni media tuttora, pur di fronte a una tale tragedia, osano chiamare "clandestini" o "extracomunitari" - non sono morte solo di proibizionismo, ma anche della nostra colpevole ingerenza "umanitaria" in Libia. Che ha preferito i bombardamenti ai corridoi davvero umanitari, che ha ignorato cinicamente il dovere di salvare anzitutto gli esseri umani e fra i primi i rifugiati, perseguitati e intrappolati dalla guerra civile.

Le migliaia di migranti arrivati in questi giorni a Lampedusa costituiscono l’evidenza del fallimento delle politiche di esternalizzazione dei controlli di frontiera con le quali l'Italia si è proposta all'Europa come mediatrice, anche con i peggiori dittatori africani, per bloccare i migranti, e tra questi anche molti potenziali richiedenti asilo, prima che potessero raggiungere le nostre coste. Non appena sono caduti i fidati alleati che contribuivano ad arrestare ed a internare i migranti nei paesi del Maghreb, le partenze sono riprese, e non è stato più possibile nasconderle come si era tentato di fare nei mesi scorsi, quando si avvertivano già le prime avvisaglie dell'attenuazione dei controlli di frontiera.