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Il quotidiano americano Washington Post di qualche giorno fa (14.02.2016) definisce la situazione in Siria, come teatro di “una piccola guerra mondiale per procura

Se lo dice perfino uno dei più quotati quotidiani americani, allora vuol dire che Papa Francesco aveva visto giusto, quando, lunedì 18 agosto a bordo dell’aereo papale che lo stava riportando da Seul a Roma, disse ai giornalisti che è in atto la “terza guerra mondiale a pezzi”.

E in effetti la Siria è stata scelta come teatro dove le grandi potenze e i loro stati vassalli si stanno sfidando a furia di bombe sulla testa cittadini siriani che si trovano dall’una o dall’atra parte dello schieramento militare.

La Siria è diventata terra di contesa fra la Russia che sostiene il regime di   Assad, da una parte, e dall’altra parte la Turchia, l’Arabia saudita e gli Stati Uniti d’America, che vogliono abbattere Assad per restringere il raggio di influenza dell’Iran.

Sappiamo tuttavia che altri pezzi della “terza guerra mondiale” si stanno combattendo nel vicino Iraq, in Aganistan, in Libia, in Nigeria, nel Mali, in Sudan e in varie altre parti del mondo, pur restando il Medio Oriente il nodo strategico per le grandi riserve energetiche e per la particolare posizione geografica:

-la propagazione in ogni direzione delle stragi terroristiche di stampo jihadista

-le operazioni militari della Turchia contro la popolazione curda

-l’aggressione dell’Arabia saudita nei confronti della popolazione sciita dello Yemen

- la riduzione alla morte per sete e fame dei civili assediati a Madaya e ad Aleppo

-l’entrata diretta della Russia a sostegno del regime siriano di Al-Assad

-la fuga di milioni di persone dalle città colpite dalle guerre e dal terrorismo,

-l’abbattimento di un aereo militare russo da parte dell’aviazione turca

-i bombardamenti della Turchia contro i curdi Siriani, gli unici che stanno fronteggiando con successo le milizie dello Stato Islamico

-le manovre della NATO lungo i confini orientali dei Paesi europei che confinano con la Russia

-il rischio crescente che si verifichi (o che si provochi) il casus belli fra NATO e Russia

-la ripresa della corsa agli armamenti missilistici e nucleari anche da parte degli stati dell’estremo oriente come la Corea del Nord e il Giappone

-Gli “effetti collaterali” delle guerre giunti  anche nelle città dell’Europa sotto forma di attentati terroristici, ispirati e rivendicati dagli ambienti del cosiddetto Stato Islamico,

rappresentato di volta in volta con le sigle Is, ISIS, ISIL o Daesh.

sono fatti che conferiscono tragica concretezza alla terza guerra mondiale, sia pure ”a pezzi”

Per avere informazioni qualificate e per riflettere in modo approfondito sulla sequenza delle guerre e delle violenze, che stanno prefigurando sviluppi assai pericolosi per il mondo intero, Tavola della Pace della Cooperazione, Unione Valdera, Comunedi Pontedera, Biblioteca del Duomo e Biblioteca Comunale di Pontedera stanno programmando per il prossimo sabato 12 marzo il Convegno che avrà per tema “la terza guerra mondiale a pezzi”.

Il convegno si articolerà su tre sessioni:

-La sessione antimeridiana dedicata agli studenti,

-La sessione pomeridiana dedicata agli adulti, in forma di Tavola Rotonda e dibattito

Alla sessione pomeridiana seguirà un buffet di collegamento e di continuità con

-lo spettacolo teatrale “Stupidorisiko” prodotto e presentato da Emergency.

Le relazioni saranno svolte da relatori appartenenti a diverso ambiente culturale, dotati di competenza professionale e scientifica sull’argomento dell’iniziativa e forniranno un confronto qualificato.

All’inizio della tavola Rotonda sarà pubblicato il sondaggio di opinione effettuato nel frattempo sull’argomento.

Il programma e l’invito, in fase di redazione, saranno trasmessi con un successivo messaggio.



il Comitato Esecutivo della
Tavola della Pace e della Cooperazione
Via Brigate Partigiane, 4 56025 Pontedera (PI)
tel. 0587-299505/6 fax:0587/292771
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sito web:  www.cooperareperlapace.it

profilo face book: Tavola Pace E Cooperazione

Consideriamo molto importante il pronunciamento unitario di Anpi, di Cgil, di CISL e UIL, in  questa particolare fase storica, in cui si stanno materializzando e avvicinando ogni giorno di più gli effetti orrendi della terza guerra mondiale, che viene camuffata con nomi diversi da parte di coloro (e sono davvero tanti) che la stanno facendo e da parte delle catene dell'informazione mediatica, che contribuiscono a camuffarla, spacciandola per altra cosa. E' perfino offensivo per l'intelligenza umana leggere su certi quotidiani embedded espressioni come “guerra di religione”, “guerra di civiltà”, “guerra contro il tale (o il talaltro) dittatore” di turno, quando i fatti hanno clamorosamente svelato chi sono coloro che hanno creato, finanziato e armato il terrorismo Jihadista (prima) e le milizie del cosiddetto Stato islamico (poi).

Abbiamo letto dai quotidiani che, dopo oltre dodici anni, Tony Blair, ex primo ministro inglese, chiede scusa per l’invasione dell’Iraq nel marzo 2003, da lui stesso fortissimamente voluta e programmata fin dal 2002 insieme al suo compare Gorge W. Bush, ex presidente americano. Tony Blair riconosce l’ “errore”, dicendo di aver prestato fede ai rapporti “sbagliati” dei “suoi” servizi segreti e chiede scusa ammettendo perfino che quella guerra di invasione può essere la causa originale della nascita e della crescita dello “Stato Islamico (IS) ”.

L'Italia entrerà in guerra contro il Califfato musulmano utilizzando i suoi quattro aerei Tornado di stanza ad Abu Dhabi per bombardare le posizioni dell'Is in Iraq? O si tratta soltanto d'un cambiamento delle regole di ingaggio dei nostri avieri? Quale che sia il modo di gestire la questione, il nostro premier vuole che sia il Parlamento a decidere, quindi lui la vede come un atto di guerra vero e proprio perché questo gli torna utile.