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Il Consiglio nazionale di Pax Christi, riunito a Firenze il 12-13 marzo scorso, ha condiviso la testimonianza del vescovo ausiliare caldeo di Baghdad, mons. Shlemon Warduni che in diversi incontri ad Ambivere (Bg), Brescia, Trento, Bolzano e Novara ha raccontato la sofferenza della sua gente e denunciato la follia della guerra e i grandi interessi nella vendita di armi, anche da parte dell’Occidente e dell’Italia a Paesi, come l’Arabia Saudita, che sappiamo essere tra i primi sostenitori dell’Isis.

"A voi la guida in Libia: ci aspettiamo 5 mila uomini": così l'ambasciatore Usa, John R. Phillips, nell'intervista che ha rilasciato ieri al Corriere della sera. Sono parole importanti, perché trasmettono il punto di vista del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

agli Amici della Pace

Care, cari,

A pochi giorni dal convegno su “la terza guerra mondiale a pezzi” che abbiano programmato per sabato prossimo 12 marzo presso la Biblioteca comunale, si sta facendo ogni giorno più intenso il dibattito sull’ipotesi che l’Italia partecipi massicciamente con le proprie truppe ad una nuova pericolosissima avventura bellica in Libia

A passi felpati e a occhi bendati l’Italia si avvia alla guerra. Per certi versi, a contare i caduti sul terreno, c’è già dentro.
E la fortunata soluzione per i due altri lavoratori che hanno avuto il coraggio di liberarsi e sono vivi, comunque fa capire che a Sabratha di un «assaggio di guerra» si è trattato, vale a dire del caos e della ambiguità nel quale rischieremmo di precipitare se solo l’Italia intervenisse in armi in Libia. Ma purtroppo, come in altri momenti oscuri della storia, ci si avvia a una nuova avventura coloniale che ha tutte le caratteristiche per annunciarsi disastrosa, e lo si fa nelle condizioni peggiori.

La guerra altro non è che seminagione d’odio. Nessuno dei conflitti proclamati dall’Occidente dal 1991 ad oggi — Iraq, Somalia, Balcani, Afghanistan, Libia, Siria — ha benché minimamente risolto i problemi sul campo, anzi li ha tragicamente aggravati.

Il quotidiano americano Washington Post di qualche giorno fa (14.02.2016) definisce la situazione in Siria, come teatro di “una piccola guerra mondiale per procura

Se lo dice perfino uno dei più quotati quotidiani americani, allora vuol dire che Papa Francesco aveva visto giusto, quando, lunedì 18 agosto a bordo dell’aereo papale che lo stava riportando da Seul a Roma, disse ai giornalisti che è in atto la “terza guerra mondiale a pezzi”.

E in effetti la Siria è stata scelta come teatro dove le grandi potenze e i loro stati vassalli si stanno sfidando a furia di bombe sulla testa cittadini siriani che si trovano dall’una o dall’atra parte dello schieramento militare.

La Siria è diventata terra di contesa fra la Russia che sostiene il regime di   Assad, da una parte, e dall’altra parte la Turchia, l’Arabia saudita e gli Stati Uniti d’America, che vogliono abbattere Assad per restringere il raggio di influenza dell’Iran.

Sappiamo tuttavia che altri pezzi della “terza guerra mondiale” si stanno combattendo nel vicino Iraq, in Aganistan, in Libia, in Nigeria, nel Mali, in Sudan e in varie altre parti del mondo, pur restando il Medio Oriente il nodo strategico per le grandi riserve energetiche e per la particolare posizione geografica:

-la propagazione in ogni direzione delle stragi terroristiche di stampo jihadista

-le operazioni militari della Turchia contro la popolazione curda

-l’aggressione dell’Arabia saudita nei confronti della popolazione sciita dello Yemen

- la riduzione alla morte per sete e fame dei civili assediati a Madaya e ad Aleppo

-l’entrata diretta della Russia a sostegno del regime siriano di Al-Assad

-la fuga di milioni di persone dalle città colpite dalle guerre e dal terrorismo,

-l’abbattimento di un aereo militare russo da parte dell’aviazione turca

-i bombardamenti della Turchia contro i curdi Siriani, gli unici che stanno fronteggiando con successo le milizie dello Stato Islamico

-le manovre della NATO lungo i confini orientali dei Paesi europei che confinano con la Russia

-il rischio crescente che si verifichi (o che si provochi) il casus belli fra NATO e Russia

-la ripresa della corsa agli armamenti missilistici e nucleari anche da parte degli stati dell’estremo oriente come la Corea del Nord e il Giappone

-Gli “effetti collaterali” delle guerre giunti  anche nelle città dell’Europa sotto forma di attentati terroristici, ispirati e rivendicati dagli ambienti del cosiddetto Stato Islamico,

rappresentato di volta in volta con le sigle Is, ISIS, ISIL o Daesh.

sono fatti che conferiscono tragica concretezza alla terza guerra mondiale, sia pure ”a pezzi”

Per avere informazioni qualificate e per riflettere in modo approfondito sulla sequenza delle guerre e delle violenze, che stanno prefigurando sviluppi assai pericolosi per il mondo intero, Tavola della Pace della Cooperazione, Unione Valdera, Comunedi Pontedera, Biblioteca del Duomo e Biblioteca Comunale di Pontedera stanno programmando per il prossimo sabato 12 marzo il Convegno che avrà per tema “la terza guerra mondiale a pezzi”.

Il convegno si articolerà su tre sessioni:

-La sessione antimeridiana dedicata agli studenti,

-La sessione pomeridiana dedicata agli adulti, in forma di Tavola Rotonda e dibattito

Alla sessione pomeridiana seguirà un buffet di collegamento e di continuità con

-lo spettacolo teatrale “Stupidorisiko” prodotto e presentato da Emergency.

Le relazioni saranno svolte da relatori appartenenti a diverso ambiente culturale, dotati di competenza professionale e scientifica sull’argomento dell’iniziativa e forniranno un confronto qualificato.

All’inizio della tavola Rotonda sarà pubblicato il sondaggio di opinione effettuato nel frattempo sull’argomento.

Il programma e l’invito, in fase di redazione, saranno trasmessi con un successivo messaggio.



il Comitato Esecutivo della
Tavola della Pace e della Cooperazione
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