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Pubblicato su "Notizie minime della nonviolenza in cammino", n. 508 del 6 luglio 2008 l'ntervento di Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, del 27 giugno 2008 dal titolo "Rom: il dovere di una minoranza"


Ci sono dei momenti nei quali ricade sulla spalle di piccole minoranze la pesante responsabilità di riaffermare con forza alcuni principi fondamentali e irrinunciabili della società civile.
Ed è loro dovere intervenire perché molto spesso proprio le minoranze portano su di sè le ferite di pregiudizi ma anche di preclusioni e persino persecuzioni perpetrate dalla maggioranza. Una maggioranza spesso inconsapevole, distratta, confusa, manipolata, ma pur sempre incapace di fermare le campagne d'odio, di discriminazione e di violenza contro il diverso di turno. Oggi tocca ai rom, ai piccoli rom.

Pubblicato su "Notizie minime della nonviolenza in cammino", n. 508 del 6 luglio 2008, dal settimanale "Famiglia cristiana" n. 27 del 6 luglio 2008

Alla prima prova d'esame i ministri "cattolici" del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom.

Pubblichiamo l'appello sottoscritto da molte associazioni, tra le quali l'Accademia Apuana della Pace, e singole persone di Massa Carrara, contro l'introduzione della possibilità di denunciare, da parte del personale medico e paramedico, i cittadini stranieri non regolari che si rivolgono alle strutture pubbliche.



Per adesioni inviare una mali a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Comunicato stampa dell'Associazione per una sinistra unita e plurale

Si temeva che succedesse ed è successo. Kante Kadiatou, 24 anni, fugge dalla Costa d'Avorio con una storia orribile alle spalle: il marito ucciso, lei sequestrata e seviziata. Arriva in Italia, chiede subito asilo politico, le viene rifiutato. Riprova. Intanto le scade il permesso di soggiorno. È incinta. Partorisce in un ospedale di Napoli.

L 'attacco finale alla democrazia è iniziato!
Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo.

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l 'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".