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Il Pentagono (come viene definito il quartier generale militare degli Stati Uniti per la sua forma urbanistica) e il presidente Donald Trump hanno deciso di attuare una clamorosa operazione di guerra contro l’Iran, mettendo nel conto anche il rischio di far esplodere un ulteriore vulcano di guerra, che può provocare disastri ancora più grandi perfino di quelli già numerosi ed enormi, che da venti anni a questa parte hanno devastato tutta l’area del Medio Oriente, senza che se ne possa vedere la fine: Afganistan, Iraq, Libano, Libia, Siria, Yemen.

Dall’Afghanistan arriva la testimonianza di Shah Marai che era il capo fotografo dell’agenzia di informazione AFP a Kabul e che è stato ucciso assieme ad altri otto giornalisti nell’attentato compiuto dall’Isis il 30 aprile scorso. Nico Piro (inviato Rai che ha scritto un libro sull’Afghanistan e un altro ne ha in preparazione) ha tradotto “When Hope is Gone”, lo scritto di Shah Marai per il blog di AFP nel 2016 o ora pubblicato sul suo blog (https://nicopiro.wordpress.com).

L’appello al Presidente del Consiglio di reti ed organizzazioni italiane fa seguito al terzo voto del Parlamento Europeo a favore di un embargo delle forniture di armi all’Arabia Saudita

Mentre lo Yemen continua ad essere dilaniato da un conflitto armato subendo una catastrofe umanitaria e nel nostro Paese continua l’azione delle organizzazioni nazionali e dei gruppi territoriali sardi per chiedere di fermare l'invio di bombe in Arabia Saudita il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sta per recarsi alle Nazioni Unite per partecipare all’Assemblea Generale.

«Ciò che avviene oggi in Libia è il nodo di una destabilizzazione dai molteplici aspetti»: lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron celebrando all’Eliseo l’accordo che «traccia la via per la pace e la riconciliazione nazionale». Macron attribuisce la caotica situazione del paese unicamente ai movimenti terroristi, i quali «approfittano della destabilizzazione politica e della ricchezza economica e finanziaria che può esistere in Libia per prosperare». Per questo – conclude – la Francia aiuta la Libia a bloccare i terroristi. Macron capovolge, in tal modo, i fatti.

"Settant’anni fa, il 6 e il 9 agosto del 1945, avvennero i tremendi bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki. A distanza di tanto tempo, questo tragico evento suscita ancora orrore e repulsione. Esso è diventato il simbolo dello smisurato potere distruttivo dell’uomo quando fa un uso distorto dei progressi della scienza e della tecnica, e costituisce un monito perenne all’umanità, affinché ripudi per sempre la guerra e bandisca le armi nucleari e ogni arma di distruzione di massa".
Papa Francesco, 9 agosto 2015