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Il prossimo maggio anche a Massa si terranno le elezioni amministrative. Personalmente ho scelto un terreno completamente diverso da quello elettorale e della rappresentanza per la mia attività politica: l’esperienza mi ha mostrato una strada differente e ben più efficace fatta del protagonismo di tutte e tutti, che prende il nome di autorganizzazione e parte dal basso.

E' bene rimarcare che gli “ambientalisti” sottoscrittori non sono contro la chiusura totale delle cave, ma a favore sia del rispetto delle leggi in essere nel nostro ordinamento giuridico, sia  dell'interesse collettivo rispetto a quello privatistico così come indicato dall'art 41 della Costituzione. Sappiamo che nella semplificazione delle argomentazioni elettorali è molto più facile costruire recinti ideologici che affrontare la complessità dei problemi.

Nel 1796 Massa fu invasa dai francesi e finì nella Repubblica Cispadana e poi Cisalpina, nel 1799 tornarono gli austriaci, i giacobini furono processati, uno di questi dichiarò che lui era contro i principi perché quando Maria Beatrice veniva a Massa faceva mettere le catene nelle strade attorno al palazzo ducale in modo  che il traffico dei barrocci non la disturbasse quando dormiva. Annoto divertito che questa fu la prima Zona a Traffico Limitato in città (o forse anche in Italia? o in Europa?).

Signor Presidente , all’indomani dell’alluvione lunigianese del 2011 lei dichiarò : …  andrà accelerata la riforma della legge 1, con l’obiettivo di aumentare i controlli specie sull’assetto idrogeologico. Dobbiamo dare un messaggio di grande rigore, non voglio più dover assistere ai pianti del giorno dopo per disgrazie evitabili” . Ad un anno di distanza, qualche giorno dopo la duplice alluvione che ha funestato Massa e Carrara, il mese scorso,  ha affermato :  “Neanche un mattone in più nelle aree a rischio” .

E’ Natale: un tempo i bambini scrivevano la letterina per chiedere doni, oggi un gruppo di cittadini si trova a scrivere alle autorità da loro elette per chiedere il rispetto della legge.

Siamo le compagne e i compagni della Casa Rossa Occupata. Siamo un collettivo eterogeneo che ha la pretesa di diventare un soggetto politico del territorio e ha l'obiettivo di proporre risposte radicali e alternative alla crisi in corso. Condividiamo l'idea di una società giusta, egualitaria, solidale. Pensiamo che la società in cui dobbiamo vivere sia profondamente sbagliata, avendo fatto del consumo e del potere economico la sua caratteristica strutturale.

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