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L’ultima, in ordine di tempo (precisazione d’obbligo visto il drammatico susseguirsi degli eventi), si chiamava Rosi, aveva 25 anni ed era madre di un bimbetto di due. Anni di denunce e scappare da casa non sono bastati per salvarle la vita: l’ex compagno l’ha uccisa davanti al loro bambino, rimasto a vegliarla fino all’arrivo dei nonni.

Arriverà sul molo di Punta Favarola. Lo stesso approdo da cui sbarcano i migranti che riescono ad attraversare il Canale di Sicilia. Farà di questa piccola isola delle Pelagie la destinazione della sua prima visita apostolica. E, così facendo, renderà Lampedusa, d’ora in avanti, «non più il confine d’Italia e d’Europa» (Giusi Nicolini), ma il simbolo di un nuovo cammino pastorale, determinato a schierarsi senza mezzi termini, senza più volgere lo sguardo verso consensi e patrocini politici.


L’hanno chiamato “governo del fare” ma forse bisognerebbe ribattezzarlo “governo del rimandare”… Imu, Iva, Tobin tax, Tares (per quel che riguarda le tasse) e ora anche gli F35… Il “fare” è in realtà un continuo prorogare, spostare, posticipare che rischia di portarci in autunno a navigare a vista.

Ci piace festeggiare il 2 giugno, Festa della Repubblica, ricordando quanti hanno lottato, spesso sacrificando la propria vita, per consegnarci la democrazia e la libertà dal nazifascismo.

I valori e gli ideali di quella lotta sono stati scolpiti nelle pagine della nostra Costituzione, troppo spesso inascoltata, la cui attuazione reale farebbe del nostro paese un modello di civiltà.

Nei principi fondamentali della Carta è disegnata chiaramente il modello di Repubblica e di civiltà pensata dai Padri Costituenti.

A quell'ideale noi vogliamo rifarci, opponendoci a quanti vogliano invece stravolgere un testo che è sempre attuale, anche se spesso “disatteso”:

Il 17 maggio, giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, così come le altre giornate internazionali (diritti delle donne, diritti dei migranti) sono il richiamo continuo al nostro sistema sociale malato, fondato sulle disuguaglianze e sulla chiusura a difesa di se stesso.

Un sistema tale che necessariamente ha paura delle differenze, di fronte alle quali si chiude come in un fortino assediato... ma circondato non da nemici, semplicemente dai mostri delle nostre paure.

Un sistema al maschile, occidentale, eterosessuale e misogino.

L'Accademia Apuana della Pace augura a tutti una buona Pasqua, nella speranza che possa essere un momento per ripensare il nostro impegno per una società più equa, giusta, nonviolenta e fondata sulla solidarietà e sull'inclusione. In tal senso ci sembrano vicine le parole di Don Sirio Politi, prete operaio che è vissuto in Versilia, al quale molti di noi sono legati, e che ha rappresentato un impegno per la nonviolenza, la pace, la solidarietà e la giustizia.

Crisi. Questa parola sarà tra le più pronunciate chissà per quanto tempo ancora. Si dice che sia nata nel 2007/2008, ma purtroppo si vive sempre di più il presente e ci si dimentica del passato: vi ricordate l'omino della pubblicità “regresso” che girava con la borsina della spesa? Era il 2003, quando il nostro caro Governo ci insegnava qual'era il miglior metodo per mettere in moto l'economia: consumare!