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di Yacov Ben Efrat – 9 gennaio 2009

(www.challenge-mag.com)

L'operazione militare chiamata Piombo Fuso è iniziata sabato 27 dicembre 2008 e per la soddisfazione del pubblico israeliano, il primo giorno è costato la vita a più di 200 persone. Già venerdì dalle colonne dei quotidiani più importanti si gridava "Andateli a prendere" e sabato gli abitanti di Gaza hanno avuto quello che gli israeliani gli auguravano da tempo. Non è stata una operazione spontanea, non è stata una semplice risposta ai recenti lanci di missili sulle città del Negev. Nei sei mesi di tranquillità che hanno preceduto, mentre avvertiva che Hamas si stava riarmando, Israele stava pianificando con attenzione il suo attacco per poterne ricavare il massimo.

Tratta da Notizie Minime della Nonviolenza in Cammino n. 702 del 16 gennaio 2009



I. La comunità internazionale intervenga per fermare le uccisioni.
Cessino le stragi a Gaza. E cessino gli attacchi missilistici nel territorio di Israele.
La comunità internazionale metta immediatamente in campo un impegno non solo diplomatico per la cessazione delle stragi, degli attentati e delle minacce, ma economico - di consistenti risorse, immediato e di lungo periodo - per garantire soccorsi e ricostruzione, assistenza e benessere, a tutte le vittime superstiti; per assistere il popolo palestinese e la costruzione del suo stato che va proclamato e riconosciuto con la massima urgenza; per garantire alla popolazione di Israele la sicurezza nel e del suo stato.
Cessino le stragi a Gaza. E cessino gli attacchi missilistici nel territorio di Israele.

Gaza-Israele: quel manifesto dalla sinagoga di Firenze, così attuale, urgente, ignorato...
di Marco Pannella

Quella che segue è la trascrizione dell'intervento di Marco Pannella di giovedì 14 gennaio, nell'ambito della "maratona" in solidarietà con Israele davanti a Montecitorio.
 
Io credo che questo che stiamo vivendo, che il mondo sta vivendo, è un momento nel quale è necessario riflettere, comprendere se abbiamo degli errori da correggere, sapere come fare, anche di questa occasione, quel che la politica se è buona fa: usare questo momento per essere più forti nel cuore e nell'intelligenza degli altri, non nella nostra.

Intervista di Eric Salerno a Tom Segev, pubblicata su "Il Messaggero" del 14 gennaio 2009.
Tratta da Notizie Minime della Nonviolenza in Cammino n. 702 del 16 gennaio 2009

"Le può sembrare strano. Ma chi critica Israele, o meglio il suo governo, per la morte di tanti civili a Gaza non è necessariamente un nemico d'Israele o un antisemita. Al contrario lo può fare per amore d'Israele. Lo può fare perché, come me, si vergogna di quello che sta accadendo".

Tom Segev è uno dei cosiddetti "nuovi storici" israeliani. Ama il suo paese ma, come storico, rifiuta i cliché della storiografia ufficiale, romantica, acritica, dei primi anni dell'impresa sionista. I suoi libri, tra i quali Il settimo milione. Come l'Olocausto ha segnato la storia d'Israele, sono stati tradotti in tutto il mondo.

di Giacoma Limentani

Intervista di Alessandro Portelli a Giacoma Limentani pubblicata su "Il Manifesto" del 15 gennaio 2009
Tratta da Notizie Minime della Nonviolenza in Cammino n. 703 del 17 gennaio 2009
Giacometta Limentani, scrittrice, 81 anni, e Pupa Garribba, 74 anni, giornalista, sono donne di sensibilità e di pace. Le ho cercate perché in questi giorni in cui il rumore delle armi e il rifiuto di riconoscere l'altro fanno sentire anche me ridotto al silenzio, mi pare importante non tanto convincersi o convincere, quanto almeno ascoltare - partendo dall'ambito dei sentimenti, dello star male condiviso.

Pubblicata su Notizie Minime della Nonviolenza in Cammino n. 703 del 17 gennaio 2009

Lea Tzemel è un avvocato molto noto in Israele. Non per aver vinto cause da milioni di dollari, ma per aver difeso sempre nella sua vita i palestinesi.
Una spina nel fianco del sistema giudiziario israeliano, nel 1989 fonda assieme a noti giuristi, parlamentari, giornalisti ed esponenti della società civile "B'Tselem, The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories", un organizzazione di tutela legale e di monitoraggio delle violazioni dei diritti umani dei palestinesi.