• Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Quando Fiamma Nirenstein venne eletta nelle liste del Pdl al parlamento italiano, il prestigioso giornale israeliano Haaretz, titolò "Una colona eletta al Parlamento Italiano", ironizzando sia sulle posizioni della Nirenstein che del nostro paese. Per il 7 ottobre questa "colona" ha promosso una manifestazione dal titolo "Per la verità, per Israele", una maratona di interventi tutti a sostegno della Stato ebraico e della sua politica.

Comunicato stampa VivaPalestinaItalia 2010/09/18/01


Nicci Enchmark e Kevin Ovenden, sopravvissuti al massacro della Mavi Marmara, saranno alla guida di VivaPalestina5 - A global lifeline to Gaza, il convoglio internazionale per rompere l'assedio della Striscia di Gaza.
Nicci e Kevin erano a bordo della Mavi Marmara quando la nave è stata attaccata da un commando israeliano nelle prime ore del 31 maggio 2010. Hanno assistito alla morte di amici e di colleghi provenienti dalla Turchia e, successivamente, sono stati imprigionati nel deserto del Negev.

Pubblichiamo questa traduzione di Maria G. Di Rienzo, tratta dal notiziario quotidiano "Telegrammi della nonviolenza in cammino", del centro di Ricerca per la Pace di Viterbo, della lettera aperta pubblicata come annuncio a pagamento sul quotidiano israeliano "Haaretz" il 6 agosto 2010 da parte di docici donne israeliane.

Nel Gennaio scorso il Servizio Cooperazione Internazionale della Provincia di Massa-Carrara, in collaborazione con le scuole del territorio ha proseguito l’impegno del Consiglio Provinciale che, nel Luglio scorso, aveva scelto la strada della solidarietà, adottando a distanza due bambini della striscia di Gaza per l’intera legislatura, donando il gettone di presenza dei consiglieri in una seduta straordinaria del consiglio a favore della Palestina.

Il CD della FP CGIL riunito a Roma il 31 maggio 2010 esprime il più vivo sconcerto per l'attacco di pirateria, effettuato in acque internazionali a 130 km dalla costa, compiuto dalle forze militari israeliane contro Freedom Flotilla, la Flotta della Libertà, che si recava a Gaza per rompere l'embargo e consegnare cibo e medicinali ad una popolazione in ostaggio dal dicembre 2008 e che ha pagato con centinaia di morti questo blocco.

Seicentoottantadue persone, di quarantadue nazionalità diverse. Sono questi i nuovi terroristi, tenuti insieme da un obiettivo criminoso: portare aiuti umanitari alla popolazione, spezzando l’embargo. Per questo motivo Israele ha attaccato. Per «autodifesa». Per questo il blocco di Gaza continuerà, perché «se il blocco venisse forzato a Gaza arriverebbero decine, centinaia di altre navi e si costituirebbe là un porto iraniano che rappresenterebbe una minaccia, non soltanto per Israele ma anche per l’Europa».