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Pubblicato su Notizie Minime della nonviolenza, n. 685 del 30 dicembre 2008
Traduzione di Floriana Lipparini dell'articolo di Adam Keller per "The Other Israel" dal titolo  "Guerra a Gaza. È cominciata", datato Tel Aviv, 27, a testimonianza dell'azione dei pacifisti israeliani.

Questa mattina, alcuni di noi si sono alzati  ansiosi di ascoltare il primo notiziario sperando ancora  nell'impossibile. Questa mattina, più di duecento cittadini di Gaza i  cui nomi probabilmente non conosceremo mai si sono alzati senza  immaginare che fosse la loro ultima mattina. E anche nella città di  confine israeliana di Netivot il cinquantottenne Beber Vaknin si è  alzato ed è andato a passeggiare per le tranquille strade del weekend nella sua cittadina natale, senza sapere che molto prima del tramonto sarebbe diventato un numero nelle statistiche...

Comunicato Stampa

"Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice". P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 28 dicembre 2008

Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.

A voi, capi politici e militari israeliani,

chiediamo di considerare che insieme ai ‘miliziani’ di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare né curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane. Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: "Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d'Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra".
FERMATEVI SUBITO!

Pubblichiamo questa lettera do Mustafa Barghouthi, promotore della resistenza nonviolenta in Palestina, pubblicata sul sito PeaceReporter e inviataci dalla Tavola della Pace di Pontedera

Ramallah, 27 dicembre 2008.
E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?

Documento del Comitato "Un Ponte per... " di Pisa e della Tavola della Pace di Pontedera.

"Quello in corso a Gaza è un massacro, non è un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice"
padre Manauel Musallam, parroco a Gaza,
27 dicembre 2008

Sentiamo dire che ci sono vittime civili da entrambe le parti, ma pur condannando tutti i crimini di guerra non è possibile né accettabile stabilire una simmetria tra i razzi Kassam, che in 8 anni hanno ucciso 20 israeliani, con la marea di fuoco e "piombo fuso" dell'attacco militare israeliano in corso, che in un solo giorno ha fatto più di 350 morti e oltre 1000 feriti.
Tra i palestinesi, l'ONU ha accertato 57 vittime civili, ma gli altri 300 sono per la maggior parte giovani poliziotti che svolgevano servizi civili per la popolazione, mentre i campi di addestramento di Hamas erano vuoti al momento del bombardamento (notizia pubblicata su Haaretz, giornale israeliano).
La tragedia si aggiunge a 2 anni di assedio in cui Gaza è stata tagliata fuori dal resto del mondo producendo la più grave crisi umanitaria dall'inizio dell'occupazione israeliana, con il 79,4% della popolazione della striscia sotto la soglia di povertà, ed un tasso di disoccupazione del 45,5% (Palestine Monitor Factsheet).

Quanto più sangue scorre, quanto più odio si crea, quanto più le parti gridano vendetta, tanto più è difficile e doloroso dire basta a coloro che trascinano ancora una volta la regione in questa situazione. La leadership israeliana ripete la litania del passato: dobbiamo dargli una lezione che deve essere dolorosa, così la faranno finita con i loro leader criminali e terroristi, una lezione che li porti sulla giusta strada e a eleggere leader più adatti e democratici. Così interromperanno il terrore, capiranno che non gli conviene, che devono procedere per la retta via. La stupidità criminale di questa dottrina ha già portato a ripetute sconfitte. Ma i presunti "insegnanti" non hanno imparato nulla e continuano a disseminare dolore e morte.

Lettera aperta di Stefano Ciccone, Chiara Luti e Jones Mannino tratta dalla Mailing List di "Sinistra Unita e Plurale".
Cari amici e care amiche,
in queste ore si sono accavallate le perplessità e i dubbi sulle manifestazioni in programma per il 17 gennaio ad Assisi e a Roma contro il massacro a Gaza.
Crediamo urgente assumere una decisione che non dia per scontato l'attuale scenario che vede l'assenza di un grande appuntamento unitario contro la guerra:
per questo proviamo ad abbozzare una proposta su cui vi proponiamo di discutere e prendere in tempi brevi una decisione condivisa:

Cari amici,
Lo spargimento di sangue a Gaza sta crescendo. Le morti si aggirano intorno alle 800 persone di cui quasi la meta` civili e piu` di 250 bambini. Gli Israeliano grazie a areoplani e artiglieria bombardano aree urbane densamente popolate, scuole delle Nazioni Unite incluse, migliaia i feriti a piu` di 1.5 milioni di civili terrorizzati non hanno via di scampo da questo territorio prigione... i confini sono stati sigillati. Hamas continua a combattere e a lanciare razzi su Israele: 11 Israeliani sono morti, anche da fuochi amici.