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PERCHE’ L’OCCIDENTE NON FA NIENTE PER BLOCCARE IL GENOCIDIO A GAZA?

PER QUESTI MOTIVI: I VALORI DELL’OCCIDENTE .

A Gaza da quasi due anni, il blocco militare imposto da Israele e la chiusura del valico di Rafah, vede oltre due milioni di persone chiuse in trappola come i topi, in una gabbia recintata dove il popolo (oltre due milioni di Persone) viene affamato, massacrato, trucidato , con la complicità dei Paesi Occidentali compreso l’Italia .

Global Strike for Gaza” (“Sciopero Globale per Gaza”) è il nome dell’iniziativa di boicottaggio globale degli acquisti lanciata da Bisan Owda, nota giornalista e regista di Gaza. Scopo dell’iniziativa è quello di porre fine al genocidio e alla carestia provocati dall’etno-teocrazia israeliana.

L’invito ad aderire alla protesta, ogni giovedì a partire dal 21 agosto, è esteso a tutte le organizzazioni del mondo, piccole e grandi, che da mesi protestano in favore della Palestina.

Pubblichiamo la lettera aperta che Emiliano Manfredonia (Presidente delle ACLI) e Walter Massa (Presidente di ARCI) hanno inviato ai quotidiani Il Manifesto e Avvenire.

È tempo di un cambio di rotta netto e immediato: chiedere la fine degli insediamenti, la cessazione delle operazioni militari a Gaza, il rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu, il riconoscimento pieno dello Stato di Palestina.

Come Arci e Acli non ci rassegniamo al silenzio: crediamo che pace e giustizia siano inseparabili.

La vertigine d'Israele Sul significato della memoria dell'Olocausto in una realtà in cui Israele e gran parte dell'Occidente, in particolare gli Stati Uniti e la Germania, stanno commettendo o sostenendo un genocidio

In memoria del mio caro amico, lo storico Alon Confino, scomparso il 27 giugno 2024, il cui spirito intellettuale, morale e politico permea ogni riga di questo saggio.

La questione che desidero affrontare – in modo molto parziale e preliminare in questo saggio – è quale sia il significato della memoria dell’Olocausto in una realtà in cui Israele e gran parte dell’Occidente, in particolare gli Stati Uniti e la Germania – Paesi che hanno fatto della memoria dell’Olocausto una componente centrale della loro identità e un imperativo morale per il mondo – stanno commettendo o sostenendo un genocidio.

«L’iniziativa di prendere il domicilio simbolico nella Striscia è un atto di speranza: un popolo, ucciso, risorge. L’Europa? Ha perso la testa e anche il cuore. Riconoscere lo stato palestinese è vano nella realtà»

INTERVISTA di Umberto De Giovannangeli 6 Agosto 2025

Ali Rashid, ex primo segretario Ambasciata palestinese in Italia ha scritto queste parole per l'inaugurazione della mostra fotografica "Qui resteremo" che si è tenuta a gennaio 2025 a Palazzo ducale ed ora sta girando per tutta l'Italia. Ali ci ha lasciati lo scorso 14 maggio e queste parole sono un omaggio alla sua memoria

Webinar con la Relatrice Speciale dell'ONU per il Territorio Palestinese Occupato e Christian Elia, giornalista e autore.

Il 26 marzo 2025 la relatrice speciale delle Nazioni Unite per il territorio palestinese occupato, Francesca Albanese, ha incontrato più di 3000 studenti in tutta Italia (una media di 180 classi partecipanti), introducendo la questione palestinese da un punto di vista storico, culturale e rispondendo con grande professionalità e disponibilità alle tante domande inviate dagli studenti stessi.