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Il tempo continua a scorrere, tranquillo, sempre uguale. Le nostre convenzioni, i nostri 'anni', gli sono assolutamente indifferenti.

Nonostante ciò, noi possiamo decidere di dare un senso al tempo che viviamo, inventarci sempre un tempo nuovo, costruire ogni giorno non solo il presente, ma anche il tempo che verrà: possiamo dare un'opportunità al mondo che vogliamo.

Circolari ministeriali a difesa del decoro dei centri urbani, ordinanze di sindaci che spostano il degrado in periferia, solerti pulizie mattutine di portici e piazze con getti d’acqua su marciapiedi e sottopassi, scomparsa di panchine pubbliche e chiusura di sale d’aspetto nelle stazioni, iniziative di privati cittadini che impediscono a senzatetto di trovare ricovero in un garage regolarmente affittato, multe e denunce a volontari che distribuiscono cibo e bevande a mendicanti… Non è una bella vigilia di Natale quella che stiamo vivendo. In verità è da mesi che assistiamo a episodi di questo tipo, con l’unica differenza che il gelo ha preso il posto del caldo torrido.

In occasione del 15 dicembre (quarantacinquesimo anniversario dell'approvazione della prima Legge italiana di riconoscimento dell'obiezione di coscienza al servizio militare e istitutiva del servizio civile, la n. 772 del 15.12.1972), viene diffuso questo editoriale comune della Campagna "Un'altra difesa è possibile" sottoscritto da Direttori di diverse riviste e che sarà pubblicato su molti siti che sostengono la proposta di una Legge per la Difesa civile non armata e nonviolenta.

La notizia è che il metodo della nonviolenza vince sulla provocazione razzista.

L'atteggiamento composto, non collaborante, spiazzante, fermo, persuaso, degli attivisti di Como senza frontiere, ha neutralizzato il tentativo provocatorio, razzista, violento, fascista di un gruppo di teste rasate (e vuote) che cercavano la rissa.

Questa e' la vera notizia, positiva, che racconta una novità.

Il Senato ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, un pessimo ircocervo che ripugna ad ogni persona di buon senso, compresi quei suoi stessi fautori che senza arrossire lo presentano come esito del diktat di un personaggio interdetto dai pubblici uffici.

Ma quel che più ci preme mettere in evidenza è che ancora una volta a quasi un decimo della reale popolazione italiana (oltre cinque milioni di persone nostre conterranee) continua ad essere negato il primo diritto democratico, il diritto di voto.

Questa newsletter (Combomifem) divulga la posizione della Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi) sulle politiche che l’Italia ha adottato per fermare il flusso di migranti dalla Libia. La Cimi chiede l’apertura di corridoi umanitari per chi fugge dalle guerre e una serie politica economica verso i Paesi da cui provengono i migranti economici.

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