4 NOVEMBRE, OBIETTIAMO alla reintroduzione della leva obbligatoria
- Movimento Nonviolento
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(Clicca sul logo per leggere l'articolo sul sito del Movimento Nonviolento)
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Viviamo tempi drammatici e bui: il cessate il fuoco a Gaza ci ha dato un respiro (o meglio lo ha dato ai Palestinesi), consapevoli che prima di fare accordi di pace bisogna arrivare al cessate il fuoco. Ma le premesse che ci sono, i punti dell'accordo non ci fanno sorridere, sono di cattivo auspicio, trattandosi di una nuova operazione neo coloniale.
Quanto meno i palestinesi per ora possono respirare, solo questo mi da conforto, il resto rimane in quel quadro buio, nella quale prevale la sola legge del più forte, facendosi beffa di ogni possibile accordo, del diritto e del rispetto dell'umanità, del riconoscimento dell'altro.
In ogni caso il cessate il fuoco non può cancellare e far dimenticare le responsabilità di questo genocidio e dell'apartheid in corso in Palestina che sono, certamente, del governo Israeliano, ma realizzato con la complicità (fornendo le armi) e il silenzio di quasi tutti i paesi occidentali, tra cui, prima di tutti, il governo italiano, con questo atteggiamento servile nei confronti degli USA e di Israele.
In occasione della marcia della pace PerugiAssisi del 12 ottobre 2025 “Imagine all the people” per la pace e la fraternità, Accademia Apuana della Pace e CGIL Massa Carrara organizzano almeno due pullman.
Nel contesto in cui viviamo, con quasi 60 guerre e il genocidio che il governo di Israele sta compiendo a Gaza, oltre le politiche di apartheid e la pulizia etnica in Cisgiordania, è importantissimo fare in modo che la marcia PerugiAssisisi 2025 abbia successo e diventi un momento in cui viene data voce a chi voce non ha perché schiacciato dai potenti, in quel silenzio assordante dei media e della maggior parte dei governi.
Siamo persone comuni e non possiamo né vogliamo restare in silenzio di fronte alla tragedia di Gaza, dove – dopo 22 mesi di guerra e oltre 60.000 vittime, tra cui moltissimi bambini – adesso si muore di fame.
Per questo motivo aderiamo, a partire dal 18 agosto 2025, convintamente all'iniziativa di digiuno a staffetta promosso dagli operatori sanitari della Toscana e chiediamo a tutte e tutti di mettere in campo i propri corpi con un piccolo gesto che però mantenga viva quell'umanità che sembra farsi sempre più flebile dinanzi alla disumanità di chi ci governa.
Il governo israeliano sta compiendo un genocidio e affamando deliberatamente un intero popolo. Ci opponiamo a questa barbarie con i nostri corpi e il nostro volto.
Proteggere la Voce della Giustizia
Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati, ha sempre denunciato con coraggio le violazioni sistematiche del diritto internazionale perpetrate da Israele, che vanno dall’apartheid all’accusa di genocidio.
Nel suo ultimo rapporto, presentato il 30 giugno al Consiglio ONU, la Relatrice ha identificato oltre 60 multinazionali – tra cui Amazon, Microsoft, Alphabet, Palantir, Lockheed Martin, Caterpillar, BlackRock, Leonardo e BNP Paribas – come parte integrante dell’“economia dell’occupazione” e del sostegno alle operazioni militari a Gaza.
L'Accademia Apuana della Pace aderisce alla fiaccolata promossa da ANPI Carrara per il 7 luglio, nell'ambito degli eventi organizzati per fare memoria dell'insurrezione nonviolenta delle Donne del 7 luglio 1944 che si opposte all'ordine del comando nazista di evacuare la città.
Ricordare quel momento importante della storia della resistenza al nazi fascismo significa, come in ogni altra circostanza, rendere viva e vitale la memoria, far si che essa ci indichi la strada per opporci alla guerra, ai genocidi, agli stermini, alla politica del riarmo e all'uso delle basi NATO presenti nel nostro territorio.
La ricorrenza della Insurrezione delle Donne del 7 Luglio 1944, che andremo a celebrare a breve, ci induce a riflettere attentamente sulla inquietante situazione che l’Europa e il mondo stanno vivendo in questi momenti. Quelle donne, nel 1944, si sono battute, armate del loro coraggio e della loro determinazione, per impedire che venisse eseguito l’ordine di evacuazione di Carrara: e ci sono riuscite.
Ci hanno dimostrato che la lotta della Resistenza si è combattuta anche senza le armi.
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