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Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati dall’altro.

Don Lorenzo Milani in Lettera ai Cappellani Militari toscani, 1965


La nonviolenza non può non essere all’opposizione della società esistente che pratica
scopertamente la violenza oppure si basa sulla violenza (oppressione e sfruttamento)
cristallizzata nel tempo, e solo apparentemente estranea alla violenza

Aldo Capitini


Credete di vivere in un paese, in una città, pacifica e tranquilla? Pensate che le minacce al vostro benessere siano immigrazione e criminalità?
Imparate allora ad uscire dal guscio dell’ottusità e dell’egoismo per cercare di capire cosa vuol dire umanità!

Come si può parlare di pace e non impegnarsi per la giustizia, per la difesa dei diritti? Come si può amare la vita senza lottare quotidianamente contro ingiustizie e soprusi?
Come possiamo pensare di costruire un futuro senza l’impegno costante per la giustizia sociale, ambientale ed economica?
Non basta dire no alla guerra per costruire la pace, occorre mettersi in gioco, giorno dopo giorno, per costruire l’unico futuro possibile, per noi e per le future generazioni.

[Dal quotidiano "Il manifesto" del 17 ottobre 2006]


Il paradosso della tolleranza torna in campo ormai ogni settimana nell'Europa alle prese con l'incontro-scontro con altre culture, altre religioni e altre storie. Ne avevo parlato la settimana scorsa, a proposito dei propositi di impedire o limitare l'uso del burka e del velo in Olanda e in Gran Bretagna, nonché a proposito del caso Redeker in Francia.

Tratto da "La nonviolenza è in cammino" - n. 1179 di mercoledì 18 gennaio 2006, il testo seguente è quello del discorso pronunciato a conclusione del dibattito sull'omonimo film di Claude Autant-Lara (Torino, 4 dicembre 1961), pubblicato in "Resistenza", XV, n. 12, dicembre 1961, p. 4; successivamente ristampato in Norberto Bobbio, Il terzo assente, Edizioni Sonda, Milano-Torino 1989, pp. 139-142.
Una riflessione sulla guerra partendo dall'obiezione di coscienza.

Tratto da "La nonviolenza è in cammino" - n. 1179 di mercoledì 18 gennaio 2006, il testo è stato estratto dalla registrazione dell'intervento di Nanni Salio al convegno su "Come intervenire nella realtà per superare i conflitti e costruire percorsi di pace. La ricerca e la metodologia della nonviolenza si confrontano con la politica", svoltosi a Pontedera il 14 maggio 2005, i cui atti sono in corso di pubblicazione a cura del Centro per la Pace di Pontedera.
La necessità di un progetto politico di pace interroga forze politiche e movimenti. Una riflessione a tutto campo partendo proprio dai limiti mostrati dalla classe politica in Kosovo

Tratto dal n. 1213 della “La nonviolenza è in cammino”, del 21 febbraio 2006, riportiamo il saggio di Anna Bravo, originariamente pubblicato come voce "Resistenza civile", in Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., Einaudi, Torino 2000-2001. Anna Bravo (per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), storica e docente universitaria, vive e lavora a Torino, dove ha insegnato Storia sociale. Si occupa di storia delle donne, di deportazione e genocidio, resistenza armata e resistenza civile, cultura dei gruppi non omogenei, storia orale; su questi temi ha anche partecipato a convegni nazionali e internazionali.


Tratto da “La nonviolenza è in cammino”, n.1214 di martedì 21 febbraio 2006, pubblichiamo saggio di Anna Bravo, originariamente pubblicato sul quotidiano "La Repubblica" del 26 aprile 2005. Anna Bravo (per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), storica e docente universitaria, vive e lavora a Torino, dove ha insegnato Storia sociale. Si occupa di storia delle donne, di deportazione e genocidio, resistenza armata e resistenza civile, cultura dei gruppi non omogenei, storia orale; su questi temi ha anche partecipato a convegni nazionali e internazionali.