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Il fotoreporter Mattia Bidoli non è stato ammesso al Treviso Photographic Festival 2026 (Tpf), un concorso di fotografia documentaristica e di strada che si tiene in autunno nella cittadina veneta, il motivo è il contenuto del suo progetto: un reportage fotografico dalle strade di Gaza. La decisione, ha spiegato la direzione del concorso, sarebbe stata presa su indicazione della digos: non si può parlare di Gaza perché al festival potrebbero presenziare dei politici. «Non possiamo proprio», hanno scritto a Bidoli da Tpf in un messaggio che lui ha reso pubblico.

“Il problema in questione.

Il <British Museum> ha recentemente rimosso la parola <Palestina> da diversi cartelloni didattici delle sue sale e corridoi dedicati all’antico Medio Oriente, sostenendo che il termine è <anacronistico>. La decisione non è supportata da alcuna evidenza storica e contribuisce ad un più esteso disegno di cancellare la presenza palestinese dalla memoria pubblica.

Il termine <Palestina> è stato utilizzato da più di due millenni. Esso compare in scritti di:

Comunicato stampa del Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP) sull’arresto del presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia Mohammed Hannoun: Solidarietà non è reato; fiducia nella Magistratura, ma allarme per la criminalizzazione del dissenso e della tutela dei diritti

Il Coordinamento dei Giuristi e Avvocati per la Palestina esprime stupore e sconcerto per la grancassa mediatica alimentata, in queste ore, da alcune testate dell’area della destra politica e culturale in merito alla notizia di cronaca dell’indagine che ha portato questa mattina all’arresto del presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammed Hannoun, accusato di aver gestito una rete di finanziamenti diretti ad Hamas. I toni allusivi, strumentalmente e farisaicamente scandalistici e spesso deformanti, utilizzati dagli articolisti sembrano perseguire l’obiettivo di trasformare ogni forma di denuncia del Genocidio e delle gravissime violazioni del diritto internazionale perpetrate da Israele in Palestina, nonché ogni manifestazione di solidarietà attiva verso il popolo palestinese, in un sospetto “fiancheggiamento” di presunte attività terroristiche.