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L’antisemitismo è stata la pseudo-ideologia più criminale, più feroce e più esiziale che sia comparsa nella storia dell’umanità. Il suo vertice si è espresso con il più atroce sterminio sistematico di esseri umani progettato e programmato con tecnica industriale che abbia avuto luogo sotto il cielo del pianeta Terra. Questa apocalisse era già iscritta nel presupposto micidiale dell’antisemitismo già dai tempi del paganesimo idolatrico. Esso sosteneva che l’ebreo è malvagio, pernicioso, distruttore e deve essere annientato per il solo fatto di esistere, per il fatto stesso di essere nato. Gli si attribuiscono azioni e progetti raccapriccianti non per qualche depravata ragione che è caratteristica degli altri criminosi razzismi, ma per la sola ragione di vivere. Il solo apparentamento possibile con l’antisemitismo è la misoginia, l’odio per le donne, calunniate, sfregiate, segregate, massacrate, torturate, che si manifesta contro di esse solo per il fatto di essere donne.

Sono andato molte volte nei Territori Palestinesi occupati da Israele, in qualità di anestesista pediatrico, a operare bambini cardiopatici, e ad insegnare ai colleghi locali le nostre tecniche, prima all’ospedale Al Makassed di Gerusalemme, sulla cima del Monte Degli Ulivi, e poi all’ospedale Europeo di Gaza a Khan Yunis.

Le missioni sono organizzate dal Palestine Children Relief Fund, una ONG intrrnazionale, e supportate dalla Fondazione Monasterio dell'Ospedale del Cuore e dalla regione Toscana.

Negli ultimi anni quello palestinese era diventato una sorta di conflitto congelato. Dopo gli attacchi del 7 Ottobre la situazione sembra essere cambiata, e Israele sembra avere l’intenzione di risolvere il problema con la forza una volta per tutte. È una reazione allo shock degli attacchi o la testimonianza di un cambiamento più profondo?

Chi reputa che Hamas sia responsabile di questa nuova crisi non conosce la vera drammatica realtà interna di Israele sempre in bilico tra secolari e ultra religiosi oggi vede crescere in modo esponenziale il movimento dei refusenik, militari e riservisti che rifiutano di combattere contro i palestinesi e nei territori occupati e sono contro la proposta di legge che riforma il sistema giudiziario condotto dalla Likud.

Dietro ai fatti degli ultimi giorni si nasconde l'idea che noi israeliani possiamo fare quello che ci pare, tanto non saremo mai puniti. Continueremo indisturbati. Arresteremo, uccideremo, esproprieremo e proteggeremo i coloni impegnati nei loro pogrom.

Non è più un rischio ma una certezza: gli sviluppi della crisi in Medio oriente sono del tutto fuori controllo. E così le loro conseguenze nel mondo intero. Saltano vertici, si spezzano alleanze politiche, le piazze mediorientali ribollono, i lupi islamisti tornano a colpire in Occidente, la diplomazia è messa all’angolo a suon di bombe. Tutto resta appeso al filo dell’imprevisto.